Migranti, Gentiloni alza la voce: "L'Europa non ci dia lezioni improbabili"

La risposta al premier ungherese: "No minacce, vogliamo solidarietà"

pubblicato il 21/07/2017 in Attualità da Nicola Di Santo
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Nicola Di Santo

Dopo la dura presa di posizione dell'Austria, che si era dichiarata pronta a chiudere le frontiere al Brennero e a schierare i soldati, anche l'Ungheria attacca l'Italia sulla questione migranti. Secondo il premier ungherese Viktor Orban, infatti, l'Italia dovrebbe "chiudere i porti" per interrompere o arginare i flussi migratori dal Mediterraneo: Orban, annunciando che i quattro leader del gruppo di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia) hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ha aggiunto che non esclude l'opzione militare e che il problema deve essere risolto in Libia.

Pronta la replica di Gentiloni: "Dai nostri vicini, dai Paesi che condividono il progetto europeo abbiamo diritto di pretendere solidarietà. Non accettiamo lezioni né parole minacciose. Serenamente ci limitiamo a dire che noi facciamo il nostro dovere e pretendiamo che l'Europa faccia il proprio senza darci improbabili lezioni". 

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