Oggi il 25esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino

Mattarella ricorda la figura del giudice ucciso dalla mafia: "Troppe incertezze ed errori sul cammino della verità"

pubblicato il 19/07/2017 in Attualità da Nicola Di Santo
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Nicola Di Santo

Ricorre oggi 19 luglio il 25esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino, il giudice ucciso da cosa nostra nella strage di via D'Amelio a Palermo, dove persero la vita anche gli uomini della scorta.

Il Plenum del CSM oggi è stato dedicato al ricordo alla figura di Borsellino ed è stato presieduto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. "La tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia - ha detto Mattarella alla cerimonia di commemorazione -. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verità sulla strage di via D'Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato. Paolo Borsellino ha combattuto la mafia con la determinazione di chi sa che la mafia non è un male ineluttabile ma un fenomeno criminale che può essere sconfitto. Sapeva bene che per il raggiungimento di questo obiettivo non è sufficiente la repressione penale, ma è indispensabile diffondere, particolarmente tra i giovani, la cultura della legalità".

Davanti al CSM ha parlato anche la figlia di Borsellino, Lucia: "Abbiamo constatato che la verità non è stata pienamente trovata e che giustizia non è stata fatta dopo 25 anni. Facendo eco alle parole di mia sorella Fiammetta chiedo di fronte a questo altissimo contesto istituzionale che, a fronte delle anomalie emerse e riconducibili verosimilmente al comportamento di uomini delle istituzioni, si intraprendono iniziative necessarie per fare luce e chiarezza su quello che accade veramente nel corso delle indagini che precedettero i processi Borsellino 1 e Borsellino bis". La sorella Fiammetta, durante l'audizione alla Commissione Antimafia, ha detto che "sono stati buttati via 25 anni, anni di pentiti costruiti con lusinghe o torture". Fiammetta ha quindi consegnato alla presidente Rosy Bindi una serie di documenti processuali e investigativi depositati nel corso nei vari dibattimenti celebrati sull'attentato. 

Anche l'Aula del Senato ha ricordato la strage di via D'Amelio osservando un minuto di silenzio. Il presidente Grasso ha ricordato il "barbaro assassinio del giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta: Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Il nostro pensiero è rivolto alle famiglie". Al termine del discorso, è seguito un lungo applauso dell'Assemblea e i senatori si sono alzati in piedi. Su Facebook, invece, Grasso ha ricordato il "sorriso di Borsellino. Solare, simpatico, sempre pronto a farti uno scherzo: quante risate ci ha fatto fare quando rubava le paperelle che Giovanni custodiva gelosamente sulla sua scrivania per chiedergli poi il riscatto. Frammenti di vita che mostrano il volto umano e privato del simbolo che onoriamo in questo triste anniversario. Professionalmente aveva un eccezionale talento, una passione viscerale e una ineguagliabile capacità di superare fatica e delusioni. Sapeva sempre dare il giusto consiglio ai colleghi più giovani: me ne ha dati tanti, preziosissimi, quando iniziai a studiare le carte del maxiprocesso".

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