Berlusconi non è più senatore, ma i problemi restano

Che fine farà il Governo del 'tutti insieme appassionatamente'?

pubblicato il 28/11/2013 in Attualità da Dario Calligaro, Terra Domani Friuli VG
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Dario Calligaro, Terra Domani Friuli VG

Dopo lungo penare, il Senato della Repubblica Italiana, ha proclamato la decadenza da Senatore del Cavaliere. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una altalenante commedia sul tipo “lo cacciano o non lo cacciano”, che nella giornata di oggi, 27 novembre dell’anno di grazia 2013, ha visto la rappresentazione della scena finale: lo hanno cacciato!

Il Cavaliere non è più Senatore. A dir la verità a chi deve pensare a racimolare i soldi per pagare la bolletta del gas, della luce, l’abbonamento della corriera per la scuola dei figli, e via di seguito, non importa poi molto che il Cavaliere non sia più Senatore. Lui, comunque, il “dinero” ce lo tiene e pure abbondante, mentre i “molti che hanno poco” le tasche se le ritrovano piuttosto vuote.

Con la caduta del Cavaliere ci si chiede: ma che fine farà il Governo del “tutti assieme appassionatamente”? A questo risponderanno, con la usuale pomposità, i grandi politologi nostrani ben seduti nelle poltrone dei talk show televisivi e pagati qualche migliaio di euro a botta per dire le loro “opinioni”. Nei prossimi giorni ci sorbiremo ore e ore di trasmissioni, e qualche vagonata di righe da parte dei vari opinionisti di turno sulla carta stampata. The show must go on! Al limite si può sempre cambiare canale e vedere l’ennesima replica del “Tenente Colombo”.

Va da sé che se il Cavaliere ha ancora i numeri, il Governo probabilmente cascherà, nonostante le rassicurazioni dei vari eletti di turno. Bella pure la rappresentazione delle Senatrici di Forza Italia vestite a lutto. Lutto nazionale?

All’allevatore che domani si alzerà alle cinque di mattina per andare a mungere le vacche e stasera non sa neppure se riuscirà ad arrivare a fine anno senza chiudere la propria azienda; al piccolo artigiano e commerciante che domani andrà in bottega o in laboratorio per cercare di recuperare qualcosa per sbarcare il lunario; all’operaio che domani mattina uscirà per andare al lavoro e già stasera non sa se troverà la fabbrica aperta o chiusa; tutto ciò interessa poco, o meglio nulla.

All’orizzonte cupo e desolato si vedono soltanto dei densi nuvoloni neri, e neppure un piccolo spiraglio di luce. La caduta degli Dei? Ma chi se ne importa, le bollette sono sempre là che ci aspettano! E se domani è un altro giorno e si vedrà, è più probabile l’arrivo postino con una nuova bolletta da pagare.
 

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