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Berlusconi non è più senatore, ma i problemi restano

Che fine farà il Governo del 'tutti insieme appassionatamente'?

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Dopo lungo penare, il Senato della Repubblica Italiana, ha proclamato la decadenza da Senatore del Cavaliere. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una altalenante commedia sul tipo “lo cacciano o non lo cacciano”, che nella giornata di oggi, 27 novembre dell’anno di grazia 2013, ha visto la rappresentazione della scena finale: lo hanno cacciato!

Il Cavaliere non è più Senatore. A dir la verità a chi deve pensare a racimolare i soldi per pagare la bolletta del gas, della luce, l’abbonamento della corriera per la scuola dei figli, e via di seguito, non importa poi molto che il Cavaliere non sia più Senatore. Lui, comunque, il “dinero” ce lo tiene e pure abbondante, mentre i “molti che hanno poco” le tasche se le ritrovano piuttosto vuote.

Con la caduta del Cavaliere ci si chiede: ma che fine farà il Governo del “tutti assieme appassionatamente”? A questo risponderanno, con la usuale pomposità, i grandi politologi nostrani ben seduti nelle poltrone dei talk show televisivi e pagati qualche migliaio di euro a botta per dire le loro “opinioni”. Nei prossimi giorni ci sorbiremo ore e ore di trasmissioni, e qualche vagonata di righe da parte dei vari opinionisti di turno sulla carta stampata. The show must go on! Al limite si può sempre cambiare canale e vedere l’ennesima replica del “Tenente Colombo”.

Va da sé che se il Cavaliere ha ancora i numeri, il Governo probabilmente cascherà, nonostante le rassicurazioni dei vari eletti di turno. Bella pure la rappresentazione delle Senatrici di Forza Italia vestite a lutto. Lutto nazionale?

All’allevatore che domani si alzerà alle cinque di mattina per andare a mungere le vacche e stasera non sa neppure se riuscirà ad arrivare a fine anno senza chiudere la propria azienda; al piccolo artigiano e commerciante che domani andrà in bottega o in laboratorio per cercare di recuperare qualcosa per sbarcare il lunario; all’operaio che domani mattina uscirà per andare al lavoro e già stasera non sa se troverà la fabbrica aperta o chiusa; tutto ciò interessa poco, o meglio nulla.

All’orizzonte cupo e desolato si vedono soltanto dei densi nuvoloni neri, e neppure un piccolo spiraglio di luce. La caduta degli Dei? Ma chi se ne importa, le bollette sono sempre là che ci aspettano! E se domani è un altro giorno e si vedrà, è più probabile l’arrivo postino con una nuova bolletta da pagare.
 

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