M5s: richiesti 14 rinvii a giudizio

Si ritorna al caso delle firme false che ha coinvolto il Movimento Cinque Stelle

pubblicato il 14/04/2017 in Attualità da Samantha Ciancaglini
Condividi su:
Samantha Ciancaglini

La procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell'indagine sulle firme false depositate dal Movimento Cinque Stelle a sostegno delle liste per le amministrative del 2012 nel capoluogo siciliano. I reati contestati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.

I deputati Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, indagati assieme ad altri 11 esponenti M5s affermano: "Ci è chiaro il tentativo di levarci politicamente di mezzo per avere campo libero, attraverso una montatura ben organizzata, che salvo ripensamento del Gup i magistrati avranno modo di smascherare nel processo penale".

Secondo la procura, Nuti e un gruppo ristretto di attivisti come Di Vita, Mannino e Samanta Busalacchi, dopo essersi accorti che per un errore di compilazione le firme raccolte erano inutilizzabili, mettendo quindi a rischio la presentazione della lista, avrebbero deciso di ricopiare le sottoscrizioni ricevute, correggendo il vizio di forma.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password