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Attesa per oggi la sentenza nel processo Ruby

I giudici in camera di consiglio dalle 9.45

a cura della redazione
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Giornata decisiva oggi per Silvio Berlusconi: dopo circa due anni, 50 udienze e tante polemiche, è attesa per oggi la sentenza nel processo che vede il Cavaliere accusato di concussione e prostituzione minorile.

Saranno tre giudici donne, presiedute da Giulia Turri, a decidere. L’accusa ha chiesto sei anni di reclusione, la difesa l’assoluzione completa.
Quello che è ormai conosciuto come il processo Ruby è arrivato alla fine, i giudici sono in camera di consiglio dalle 9.45 e hanno tutto il tempo che vogliono per decidere, la sentenza potrebbe non arrivare prima della serata.

I giudici dovranno stabilire se veramente esisteva un ‘sistema di prostituzione organizzato’ ad Arcore, se erano coinvolte giovani e giovanissime ragazze, abbagliate dal miraggio del facile guadagno e del successo, come sostiene l’accusa. Mentre la difesa parla di cene eleganti, al massimo di spettacoli di burlesque. Posizioni opposte, come per il discusso episodio che vide coinvolta Karima El Mahroug, cioè Ruby, condotta in questura a Milano nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, per la quale Berlusconi chiamò da Parigi. Per la Procura il Cavaliere si spese abusando della sua qualità di Primo ministro, permettendo quindi il rilascio di una minorenne marocchina denunciata per furto e sospettata di essere una prostituta. Per la difesa si trattò di un interessamento volto a evitare un incidente diplomatico con l’Egitto, visto che Berlusconi credeva fosse una parente dell'allora presidente Mubarak.

Questa mattina Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere, ha depositato due memorie, una che integra quella principale e un’altra che costituisce un commento ai verbali contenenti le dichiarazioni di Ruby.

In aula c’era il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati ad affiancare il pm Antonio Sangermano. Assente Ilda Boccassini, una scelta che dovrebbe sottolineare come l’accusa non è personale ma dell’intero ufficio.

Al momento della sentenza la Rai, in quanto servizio pubblico, trasmetterà il segnale via satellite in modo che le emittenti che ne hanno fatto richiesta possano collegarsi con l’aula.

Come era facile immaginare davanti al Palazzo di giustizia di Milano si sono riuniti giornalisti, fotografi e troupe televisive di tutto il mondo per raccontare la giornata e la sentenza per il ‘famoso’ processo.

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