Lavori bloccati per la Tap, il gasdotto del Salento. Dopo le manifestazioni dei cittadini contro l’espianto degli ulivi, il Tar accoglie l’istanza della regione Puglia per l’annullamento, previa sospensione, delle note del Ministero dell'Ambiente con le quali veniva dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione A.44 riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori, autorizzando TAP all'espianto degli ulivi nell'area del cantiere di Melendugno.
La notizia è stata data dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, dietro comunicazione della stessa Regione.
Secondo l'interpretazione delle due amministrazioni (regionale e comunale), tale pronuncia significa che i lavori sono sospesi fino all'udienza di merito, fissata per il 18 aprile. In particolare, il Tar ha ritenuto che - essendo già state avviate le operazioni di espianto - la misura cautelare richiesta possa venire accordata, "ai soli fini dell'immediato riesame dell'atto impugnato da parte del ministero dell'Ambiente con riferimento sia alle osservazioni e alle competenze della Regione, sia in base all'avvenuta presentazione al medesimo ministero, da parte di Tap, di istanza di verifica di assoggettabilità a Via del progetto esecutivo, relativo alla realizzazione del microtunne".
Intanto le manifestazioni no Tap continuano: la recinzione di tutto il lotto A/1 risulta stamani totalmente priva della recinzione metallica; le strade di accesso al cantiere sono nuovamente sbarrate da blocchi fatti con pietre, materiale di risulta e pneumatici, una resistenza che va ormai avanti da 21 giorni.
Anche Tap commenta "si atterrà rispettosamente a quanto disposto dal decreto del presidente del Tar del Lazio che ha bloccato momentaneamente i lavori di espianto degli ulivi a Melendugno" accudando le manifestazioni dei cittadini, che stanno provocando danni gravissimi al patrimonio paesaggistico e storico, "Paradossalmente costoro ostacolano un'attività che si muove proprio nella direzione della tutela degli alberi che si assume di voler proteggere".

