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In catene per protesta: tutti in Piazza per gridare il proprio NO alla "mattanza legalizzata" dei diritti.

Donne, imprenditori, agricoltori, sfrattati, tutti insieme per tutelare e difendere la casa ed il lavoro.

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Parlare di diritti, oggi, in una società che si autodefinisce "civile", sembra un fatto scontato, assodato, quasi inutile per certi versi.
Eppure sono ancora tante le situazioni in cui i diritti sono ancora calpestati, fatti di "promesse" mai mantenute e spesso disattese, come quelle sul lavoro, sulla salute, sullo studio.
Tutti i diritti sono stabiliti dalla nostra Costituzione che all' art. 1 sancisce solennemente che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: e quando è proprio lo Stato a non garantire questo inviolabile principio? ovvero, quando non riesce a fornire soluzioni al problema ?
Allora si cercano risposte, si invocano soluzioni e spesso si ricorre a forme democratiche e civili di "dissenso", quali lo sciopero (anch'esso sancito dalla Costituzione all' art. 40), le manifestazioni, i sit-in o altro.
In Sicilia, stamattina si è arrivati ad incatenarsi, per gridare il proprio sdegno contro lo "sciacallaggio" e la "macelleria" sociale - come la hanno definito gli organizzatori- a Vittoria, di cui abbiamo già parlato per i recenti fatti criminali legati alle agromafie ed alla filiera agroalimentare, facile prede delle organizzazioni mafiose e malavitose, sono  scesi in Piazza, cuore nevralgico della città, chiedendo un tavolo di confronto e dialogo con le Istituzioni, con le quali non riescono ad interagire e per ribadire il loro diritto al lavoro, alla casa - spesso preda degli sciacalli delle aste giudiziarie - al diritto di garantire un domani ai figli.
Hanno le idee chiare e non vogliono mollare, continueranno ad oltranza fino a quando non otterranno la giusta attenzione e le tanto agognate risposte ...... continua a leggere...http://www.vittoriadaily.net/notizie/associazioni/6675/si-incatenano-in-piazza-per-dire-no-allo-sciacallaggio-ed-alla-macelleria-sociale-.

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