Il 14 marzo 2008, moriva a Rocca di Papa, Chiara Lubich, al secolo Silvia, Trentina di origine ma cittadina del mondo, che nel 1943 fondò l’“Opera di Maria” meglio conosciuta come Movimento dei Focolari che si propone - tra i suoi obiettivi - l'unità fra i popoli e la fraternità universale.
In piena guerra, dopo l'incontro che le avrebbe cambiato la vita con una donna che aveva appena perso quattro figli a causa del conflitto e che piangeva disperata, decise di consacrare la sua vita interamente al Signore, di prendere la Sua Croce, e desiderare di condividere con Lui il dolore dell'umanità.
Il 7 dicembre del 1943, si consacra a Dio con dei voti privati scegliendoLo come il “Suo tutto”, atto di offerta di se, suggellato da tre garofani rossi. È l'atto di nascita dell' Opera di Maria, movimento dei Focolari. Decise di vivere in pienezza il Vangelo, coinvolgendo, in questo percorso, un gruppo di amiche, che divenne il primo nucleo del movimento, vivendo insieme e condividendo tutto – come nelle prime comunità cristiane – dedicando le loro vite, il loro tempo e le loro forze, completamente ai poveri della città.
Il movimento si sviluppò ben presto in tutto il mondo, accogliendo persone di ogni lingua, razza e religione, non per forza Cattolici: l’ unità e la fraternità – capisaldi dell’ Opera - non hanno un linguaggio proprio ma parlano una “lingua universale”, quella dell’ amore che non conosce barriere e non ha limiti !
Il messaggio di Chiara è oggi più attuale che mai: in un “epoca del terrore”- per dirla col grande maestro Battiato – è necessario, quanto fondamentale, che tutti gli uomini siano uniti, si sentano fratelli, vivano in comunione tra loro, senza steccati ideologici, politici e soprattutto religiosi; “tutti figli dello stesso Dio”, per mutuare un concetto semplice ma incisivo della Lubich, una nuova visione del mondo e dell’ umanità, non più soli ma un modo comunitario di andare a Dio.
Si può parlare, a buon diritto, di “spiritualità comunitaria” tema caro al Vaticano II che la Lubich tradusse in realtà, concreta e vissuta. “Il suo messaggio ha spesso anticipato e precorso i tempi”, come afferma Benedetto XVI, aprendo le porte a temi oggi attuali come la cultura dell’unità, la società multietnica, multiculturale e multi religiosa ma assolutamente non scontati.
Spiritualità che parte dal “focolare” dagli affetti più intimi e cari, dalla casa, dalla famiglia, dove si può e deve vivere il Vangelo, luogo non solo fisico, ma del cuore e dello spirito. Focolare è laddove c’è Cristo, nei fratelli, nei poveri, negli ultimi.
Concetti alti ma espressi nella loro semplicità, limpidi, come lo era il suo sguardo, penetranti come lama; una spiritualità accessibile a chiunque perché richiama la esperienza della vita quotidiana, del fuoco domestico appunto, che indica una santità a “portata di mano” per chiunque fa la “volontà del Padre” (Gv 4, 34)
E allora parole come: Fratello, Chiesa, Amore, Unità, Maria, Gesù’ abbandonato, Parola, Gesù’ in mezzo, ecc, diventano valori, percorsi orientati sui quali muovere i passi e orientare il cuore.
La Lubich lascia un messaggio attuale ma sempre nuovo, una eredità alla quale tutti possono accedere. Il suo movimento conta milioni di aderenti in tutti il mondo, con migliaia di iniziative e attività sparse ai quattro angoli del pianeta.
Quel 14 Marzo 2008 a piangerla presso la basilica di San Paolo fuori le mura, oltre 40.000 persone, una porzione significativa di quel popolo che l’ ha amata, la ama e che ancora percorre le strade che lei per prima ha sperimentato. Il 27 gennaio 2015 nella cattedrale di Frascati ha avuto luogo l'apertura solenne della Causa di beatificazione e canonizzazione della Serva di Dio Chiara Lubich”.

