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22enne fugge dalla Rems, lo portano al Regina Coeli e si suicida

Il Garante dei detenuti: "Questo suicidio si poteva evitare"

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10. E' questo il numero dei suicidi in carcere al 25 febbraio 2017 raggiunto con la morte di un 22enne ristretto nel carcere romano di Regina Coeli.

Il giovane si è ucciso ieri sera impiccandosi con un lenzuolo legato alla grata nel bagno dell'istituto penitenziario.

A rendere ancora più grave l'accaduto è il fatto che il giovane dopo essere fuggito da una Rems (Residenza Esecuzione Misure di Sicurezza), ovvero le strutture che hanno preso il posto degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) è stato condotto al regina Coeli. Il 22enne si trovava presso la Rems perchè gli erano stati contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. 

Di questo avviso è il Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia secondo il quale al ragazzo erano stati contestati "reati tutto sommati irrilevanti e legati al fatto che era andato via dalla Rems". "E allora mi chiedo - ha continuato Anastasia - , perché non è stato riportato alla Rems? Perché si trovava in carcere? Questo suicidio si poteva evitare".

Anche le associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti  sono intervenute sulla vicenda. Patrizio Gonnella di Antigone) e Stefano Cecconi della Campagna Stop Opg hanno detto : "Non si cura mettendo le persone dietro le sbarre bensì affidando le persone, e ancor più i ragazzi, al sostegno medico, sociale, psicologico dei servizi del territorio. Se un ragazzo va via da una Rems non si deve parlare di evasione. Non si butta una vita in galera".

Quest'ultimo episodio testimonia, semmai ce ne fosse ancora bisogno, dell'urgenza di una profonda revisione e riforma del sistema penitenziario italiano che vive in uno stato di profonda violazione dello Stato di diritto dimostrata anche dalle condanne della Corte Europea dei Diritti Umani. 

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