Omicidio Varani: le diverse strategie di difesa dei due difensori degli imputati

Foffo e Prato sono accusati dalla Procura di concorso in omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi

pubblicato il 07/02/2017 in Attualità da Costanza Tosi
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Costanza Tosi

Foffo e Prato sono accusati dalla Procura di concorso in omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.

I due imputati, però, hanno scelto strade diverse per difendersi:

Marco Prato (nella foto) ha preferito il rito ordinario accettando l'idea, in caso di rinvio a giudizio, di farsi processare davanti a una corte d'assise;

Manuel Foffo, attraverso i suoi difensori, ha chiesto il rito abbreviato che prevede lo sconto di pena pari a un terzo in caso di condanna.

Luca Varani massacrato a coltellate in una notte di follia

Il 5 marzo 2016 il corpo martoriato di un ragazzo di 23 anni, Luca Varani, viene trovato in un appartamento del quartiere Collatino al decimo piano di via Giordani, a Roma, dai carabinieri di piazza Dante. E' stato ucciso la sera prima a coltellate e a martellate. Vengono fermati due studenti universitari fuori corso: il padrone di casa, Manuel Foffo , 29 anni, figlio di ristoratori che ha condotto i militari sul luogo del delitto costituendosi e l'amico di un anno più grande, Marco Prato, scappato in un hotel di piazza Bologna subito dopo l'aggressione dove avrebbe cercato di uccidersi con l'ausilio di un mix di medicinali e stupefacenti. I particolari della morte del ragazzo escoono alcuni giorni dopo dall'autopsia, la quale rivela che Varani sia stato raggiunto da circa 20 martellate alla testa e in bocca,  trenta invece le ferite da arma da taglio superficiali. Su tutte le armi utilizzate per seviziare e uccidere Luca, ci sono tracce biologiche riconducibili a Prato e Foffo. Lo confermano le analisi eseguite dal perito nominato dal gip in sede di incidente probatorio. Dall'esame effettuato su due coltelli e su un martello, infatti, la perizia avrebbe concluso per un analogo contributo nell'evento omicidiario dei due indagati ai quali il pm Francesco Scavo ha contestato il concorso in omicidio volontario premeditato.

La confessione di Foffo:
"Volevamo uccidere qualcuno. Volevamo vedere l'effetto che fa. Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Luca che il mio amico conosceva". Queste le parole che Manuel Foffo, 30 anni, ha riferito ai carabinieri e al pm Francesco Scavo dopo aver assassinato assieme a Marco Prato il 23enne Luca Varani, attirato con la scusa di prendere parte a un festino a base di alcol e droga.

La strategia di Marco Prato: 
Marco Prato si professa innocente e accusa l'amico di aver ucciso Luca Varani. "Io non ho ucciso Luca. Non sono stato io a colpirlo con il martello e con i coltelli. Ha fatto tutto Manuel Foffo che non ho avuto il coraggio di fermare. Lo amavo ed ero succube della sua personalità". Stando alle parole di Prato riportate dal giornale, "è stato Foffo a somministrare a Luca l'Alcover (un farmaco antidepressivo, ndr) in un cocktail. Lo voleva stordire, ce l'ha messo lui nella tazza che io poi ho dato a Luca". "Manuel - ha ripetuto al pm - si è comportato in maniera assurda. Io sono dispiaciuto per quello che è successo, non mi dò pace perché non sono riuscito a riportare Luca sano e salvo a casa sua".

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