Prima notte sotto la neve dopo il terremoto. Situazione di emergenza tra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo

Per l'Ingv quella di oggi è una sequenza sismica inedita. In Abruzzo 110 persone ancora senza elettricità

pubblicato il 18/01/2017 in Attualità da Tino Colacillo
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Tino Colacillo

Con l’arrivo della notte si chiude una giornata difficilissima per il Centro Italia funestato da neve, terremoto, black out, slavine e allagamenti. Restano, tuttavia, paura e disagi nelle zone terremotate e nei centri ancora alle prese con l’emergenza neve o esondazione.

- Terremoto: una “sequenza inedita”

Secondo il sismologo dell’Ingv Alessandro Amato quello che si è registrata oggi “è un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si è manifestato”.
Quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5 e a distanza di tempo molto ravvicinato: alle 10:25 una prima scossa di ML 5.3 (Mw 5.1); alle 11:14 una seconda di ML 5.4 (Mw 5.5); alle 11:25 una terza di ML 5.3 (Mw 5.4) e alle 14:33 l’ultima di ML 5.1 (Mw 5.0).

Complessivamente, si legge sul sito Ingv, si sono verificati “oltre 100 eventi sismici di magnitudo maggiore di 2.0 tra le province dell’Aquila (Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) e Rieti (Amatrice)". "La faglia coinvolta dagli eventi di questa mattina – scrive l’Ingv - appartiene al sistema di faglie dei Monti della Laga il cui settore più settentrionale si è attivato con l’evento del 24 agosto”.
Per l’Igag-Cnr “è probabile che ancora una volta si sia trattato di un fenomeno di 'contagio sismico' tra faglie adiacenti, anche detto effetto 'domino' o 'a cascata', un fenomeno al quale assistiamo già da alcuni mesi in Centro Italia con gli eventi di agosto-ottobre 2016 ad Amatrice, Visso, Norcia e Castelsantangelo sul Nera. Quando una faglia genera un terremoto, la faglia stessa si libera dello stress al quale era sottoposta immediatamente prima del terremo e trasferisce parte di tale stress ai segmenti di faglia adiacenti, che in un lasso di tempo imprevedibile (ore, giorni, mesi, anni) possono a loro volta generare terremoti e di nuovo 'contagiare' le faglie adiacenti”.

- Situazione di emergenza assoluta in Abruzzo

La Regione Abruzzo vive ormai una situazione di grave emergenza dalla settimana scorsa ovvero da quando sono cominciate le imponenti nevicate che hanno isolato e creato disagi praticamente in tutta la Regione. A Farindola in Provincia di Pescara una slavina si è abbattuta su un albergo: al momento non è chiaro se ci sono feriti. A Pescara il fiume omonimo è ancora sotto stretta osservazione dopo l’esondazione della scorsa notte. In Provincia di Teramo, a Castiglione Messer Raimondo una zia e suo nipote sono stati estratti vivi dopo il crollo della legnaia sotto il peso della neve. Nella zona di Montereale e Campotosto si segnalano crolli, slavine e persone in difficoltà a causa della neve.  A L’Aquila sono stati aperti diversi siti per ospitare persone che vogliono passare la notte fuori casa. Non è ancora stata risolta l’emergenza elettricità.

Alle 19:00 l’Enel ha comunicato che le persone in Abruzzo senza corrente elettrica, molte delle quali da oltre 48 ore, sono ancora 110 mila. Sotto la neve, ma con una situazione in lieve miglioramento, la situazione dell’Alto Vastese.

- Amatrice, Accumuli e le altre zone terremotate sono in emergenza neve

"L'emergenza non è il terremoto né i danni in zona rossa, bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve". E’ questo il drammatico allarme lanciato del Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, come roporta l'Ansa. Nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto scorso la popolazione presente nelle strutture di accoglienza è pesantemente provata dalle continue scosse e dal freddo. Diverse frazioni risultano ancora isolate e la Coldiretti ha fatto sapere che è in corso una vera e propria emergenza per il bestiame. “Nelle aree colpite dalle scosse” dice l’associazione “ci sono “animali morti e feriti per crollo delle stalle rese più fragili dal peso della neve”.

Secondo Fabrizio Curcio, Capo della protezione civile, i soccorsi per raggiungere le aree isolate sono resi difficili dalla viabilità. Curcio ha poi invitato la popolazione a “evitare spostamenti” e se si deve farlo a informarsi sulle condizioni delle strade. Infine Curcio ha fatto un appello “a chi può di spostarsi” ad “andare in strutture alberghiere. Noi abbiamo riaperto tutte le possibilità di assistenza alla popolazione che avevamo ristretto. Regioni e sindaci hanno attivato percorsi di ricovero".

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