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Papa Francesco: “il carcere sia un luogo di rieducazione e reinserimento sociale”

Il Pontefice è tornato nuovamente sul carcere dopo il massacro avvenuto in Brasile durante una rivolta dei detenuti

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Durante l’udienza generale di ieri nell’aula Paolo VI Papa Francesco dopo aver espresso “dolore” per il massacro avvenuto nel carcere di Manaus in Brasilia nei giorni scorsi, è tornato sul tema del carcere e delle condizioni dei detenuti.
"Invito a pregare per i defunti, per i loro familiari, per tutti i detenuti di quel carcere e per quanti vi lavorano” ha detto il Papa. “E rinnovo l’appello – ha proseguito il Pontefice - perché gli istituti penitenziari siano luoghi di rieducazione e di reinserimento sociale, e le condizioni di vita dei detenuti siano degne di persone umane. Vi invito a pregare per questi detenuti morti e vivi, e anche per tutti i detenuti del mondo, perché le carceri siano per reinserire e non siano sovraffollate; siano posti di reinserimento”.

L’intervento del Papa sul carcere e sulle non è certo il primo. Durante il “Giubileo della Misericordia” il Pontefice volle un apposito “Giubileo per i carcerati” tenutosi il 6 novembre 2016. Quel giorno durante l’omelia nella Basilica Vaticana rivolgendosi ai detenuti disse: “A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l’unica via è quella del carcere. Io vi dico: ogni volta che entro in un carcere mi domando: “Perché loro e non io?”. Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare: tutti. In una maniera o nell’altra abbiamo sbagliato. E l’ipocrisia fa sì che non si pensi alla possibilità di cambiare vita: c’è poca fiducia nella riabilitazione, nel reinserimento nella società. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto”.

E pochi giorni dopo, il 9 novembre, durante l’udienza generale in Piazza San Pietro,Bergoglio tornò sul tema delle condizioni dei detenuti: “Un cristiano è chiamato piuttosto a farsene carico, perché chi ha sbagliato comprenda il male compiuto e ritorni in sé stesso. La mancanza di libertà è senza dubbio una delle privazioni più grandi per l’essere umano. Se a questa si aggiunge il degrado per le condizioni spesso prive di umanità in cui queste persone si trovano a vivere, allora è davvero il caso in cui un cristiano si sente provocato a fare di tutto per restituire loro dignità”.

Sempre sul tema del carcere Papa Francesco stupì il mondo l’11 luglio 2013 quando con un “Motu Proprioriformò il diritto penale vaticano abolendo l’ergastolo, introducendo il reato di tortura, rafforzando le misure contro gli abusi sui minori e attuando diverse convenzioni internazionali sui diritti umani.

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