Tecnologia: Apple chiede 2 milioni per la commercializzazione di accessori falsi

Il 90% dei prodotti venduti su Amazon sarebbe falso. Intanto la Cina vola nel mercato delle App

pubblicato il 21/10/2016 in Attualità da Danilo Di Laudo
Condividi su:
Danilo Di Laudo

Mentre Samsung resta alle prese con i problemi relativi al suo Phablet, Apple si occupa dei suoi accessori. In base a quanto riportato anche da Repubblica, il colosso informatico americano, avrebbe fatto rimuovere dallo store di Amazon migliaia di alimentatori e cavi non originali venduti come se avessero il marchio della Mela.

La denuncia, per violazione di marchio registrato, da parte di Apple è arrivata ai danni della Mobile Star LLC che proponeva appunto i propri prodotti come originali vendendoli attraverso la piattaforma di Amazon. Per testarli anche Apple li avrebbe acquistati rendendosi conto del falso ma soprattutto affermando che i prodotti non avrebbero neppure superato i test di sicurezza rappresentando così un ipotetico pericolo per tutti gli utilizzatori, visto che, spiega Apple, questi accessori ‘possono surriscaldarsi e prendere fuoco’.

Dall’indagine del colosso di Cupertino sarebbe emerso inoltre che, addirittura, circa il 90% dei prodotti commercializzati e spacciati come originali in realtà non lo siano, portando così un danno evidente all’azienda americana proprio perché gli utenti sono portati a credere di aver comprato un accessorio originale.

IL RISARCIMENTO – La Apple per far fronte a questa situazione avrebbe chiesto la distruzione dei prodotti falsi e, contestualmente, 2 milioni di dollari per ogni tipo di prodotto commercializzato. Una tegola sulla testa sia di Amazon – che intanto sembra aver adottato provvedimenti per arginare il fenomeno contraffazione affermando tramite una sua portavoce la ‘tolleranza zero’ in questo senso – che dell’e-commerce che proponeva prodotti a prezzi esageratamente bassi.

IL MERCATO DELLE APP – Mentre l’azienda fondata da Steve Jobs è impegnata a valutare la vendita di accessori falsi con il proprio marchio, la Cina, mette la freccia e supera gli USA in termini di mercato delle App. Vale a dire che il paese orientale avrebbe fatto registrare un guadagno maggiore rispetto agli Stati Uniti in termini di entrate derivate dalla vendita delle App sull’Apple Store.

A certificarlo è stata la App Annie, affermando che i ricavi relativi al terzo trimestre hanno superato il miliardo e settecentomila dollari grazie soprattutto ai giochi che rappresentano circa il 75% di questa somma.

Gli utenti cinesi infatti avrebbero speso circa cinque volte di più rispetto a due anni fa grazie ai così detti acquisti ‘in app’, all’interno di applicazioni già scaricate ed utilizzate. Un trend questo destinato, sempre secondo App Annie, destinato a crescere anche in altre categorie non troppo collegate ai giochi.

Chiudendo si può ricordare come questo ampliamento del mercato fosse già stato previsto all’inizio del 2016 da diversi analisti esperti del settore.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password