Dario Fo è stato un drammaturgo, attore, scrittore ma soprattutto premio Nobel per la letteratura nel 1997. Nato nel 1926 a Sangiano i suoi lavori teatrali fanno uso dello stile tipico della Commedia dell'arte, un modo rivoluzionario di proporre il teatro così anche lo stesso Fo propone uno stile teatrale nuovo, dinamico, riprendendo proprio i cosiddetti canovacci dove l'attore aveva una maggior libertà di espressione. Cresciuto in una famiglia intellettualmente vivace non poteva che avvicinarsi in modo attivo e passionale al mondo dell'arte nella sua totalità.
Durante la seconda guerra mondiale si arruola giovanissimo volontario nelle file dell'esercito fascista, la scoperta di questa militanza emerse per la prima volta negli anni settanta e scatenò non poche polemiche. Dario Fo si difese ammettendo di aver partecipato volontariamente alla guerra nell'unico esercito che allora disponeva l'Italia non in quanto fascista bensì in quanto italiano. Dopo aver compiuto gli studi all'accademia di belle arti di Milano entrò a lavorare in Rai nel 1950 dando sfogo alla sua passione in modo libero ed originale infatti si mostrò prima come attore e successivamente come autore di testi satirici, era proprio la satira che caratterizzava la sua bella scrittura, lavorò inoltre come soggettista per il cinema.
La sua poliedrica attività artistica resta l'eredità di un grande italiano nel mondo, non convenzionale nel modo di proporsi al pubblico mostrando il suo teatro in tutte le sue sfaccettature avvicinandosi alla gente contro il teatro da lui stesso definito " teatro borghese" infatti, soprattutto durante gli anni sessanta Fo recitava in luoghi alternativi quali piazze, case del popolo, fabbriche: luoghi dove egli poteva trovare un pubblico diverso da quello tipico dei teatri, un pubblico che era composto soprattutto dalle classi subalterne e che normalmente aveva meno opportunità di accesso agli spettacoli teatrali, questo per sfuggire alle varie censure che intervennero così spesso nei suoi lavori tanto da fargli abbandonare la televisione. Tantissime le sue esperienze nei vari teatri non solo italiani ma anche europei, questo grande successo è dovuto soprattutto alla sua formula teatrale, con l'aiuto fondamentale della moglie, Fo permette di cogliere l'attualità anche in argomenti che a prima vista ne sono lontani avvicina il teatro alla quotidianità.
La sua opera più celebre è ‘Mistero Buffo‘: una ‘giullarata’ portata in scena per la prima volta nel 1969, nella quale Fo recitava in grammelot, ossia un linguaggio teatrale che si rifà alle improvvisazioni giullaresche e che è costituito da suoni che imitano il ritmo e l’intonazione di uno o più idiomi reali con intenti parodici. Il premio Nobel arriva nel 1997, dopo una vita ricca di grandi ed importanti progetti ed esperienze lavorative ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, con la seguente motivazione: "Perché, seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi". Il commento di Fo è stato « Con me hanno voluto premiare la Gente di Teatro ». Il suo attivismo culturale, politico e artistico lo caratterizza come una delle più importanti personalità italiane, un giullare del nostro tempo, un cantastorie che oralmente riportava i più bei racconti, in modo vero. A 90 anni e 7 mesi, tre anni dopo l’amata Franca Rame, se n’è andato anche Dario Fo era ricoverato da quasi due settimane all’ospedale Sacco per alcune complicazioni polmonari. Come la dedica urlata al cielo fatta durante i funerali della moglie nel 2013, adesso è giusto salutarlo con la stessa frase
“C’è una regola antica nel teatro. Quando hai concluso non c’è bisogno che tu dica altra parola. Saluta e pensa che quella gente, se tu l’hai accontentata nei sentimenti e nel pensiero ti sarà riconoscente” Ciao Dario!

