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Garlasco, parla Andrea Sempio: «Estraneo al delitto, i rilievi scientifici dimostreranno la mia innocenza»

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Andrea Sempio rompe il silenzio e, intervistato da Quarto Grado, ha respinto le tesi accusatorie, dichiarandosi estraneo all'omicidio di Chiara Poggi. L'uomo ha ostentato sicurezza ed espresso fiducia nell'operato della magistratura, mostrandosi convinto che i nuovi riscontri scientifici non faranno che certificare la sua estraneità ai fatti.

Il primo focus del confronto giornalistico si è concentrato sulla cosiddetta impronta "33", la traccia repertata dagli inquirenti sulla parete della villetta di via Giovanni Pascoli. Sempio ha liquidato la questione con una dichiarazione perentoria: «Non c'è sangue, per me la questione finisce lì». L'assenza di sostanza ematica o di profili biologici legati al crimine svuota l'elemento di qualsiasi valenza indiziaria, derubricando il tutto a un segno privo di rilevanza processuale.

L'altro asse portante del confronto giornalistico ha riguardato la misura delle scarpe, un parametro tornato al centro dell'attenzione dopo la consulenza tecnica della professoressa Cristina Cattaneo sulle impronte impresse nel sangue della vittima. «Portavo già il 44», ha precisato Sempio, smentendo i presupposti di una coincidenza geometrica con le tracce rilevate sul pavimento della scena del crimine.

L'indagato ha inoltre rimarcato come le perquisizioni dell'epoca non abbiano mai portato al rinvenimento di calzature riconducibili al delitto o contaminate da tracce biologiche. Sempio ha insistito sulla distinzione tra una compatibilità teorica e una prova schiacciante. Ha quindi ribadito che gli elementi raccolti a suo carico dall'ufficio inquirente pavese mancano di riscontri oggettivi capaci di collocarlo sul luogo del delitto nell'ora dell'omicidio. La difesa ritiene infine che l'attuale impianto accusatorio sia insufficiente a sostenere l'azione penale in un eventuale dibattimento.

La disamina giornalistica si è conclusa con le prospettive sull'imminente evoluzione dell'iter giudiziario: decorsi i termini di legge, la Procura assumerà le proprie determinazioni in merito all'esercizio dell'azione penale. Sempio ha dichiarato di non temere il confronto in aula, affermando di essere pronto ad affrontare l'eventuale processo per dimostrare definitivamente la propria innocenza. Qualora venisse formulata la richiesta di rinvio a giudizio, la parola passerà al giudice dell'udienza preliminare (GUP), chiamato a valutare la consistenza del fascicolo processuale.

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