Si è spento Ilario Martella, il magistrato e giudice istruttore che ha guidato le indagini sui misteri italiani. Il decesso è avvenuto nella mattinata del 24 settembre 2026 presso l'ospedale di Civita Castellana, dove si trovava ricoverato da un paio di giorni. Nato a Corsano (Lecce) nel 1934, entrò in magistratura nel 1965, ricoprendo il ruolo di sostituto procuratore a Roma dal 1973 al 1978, prima di diventare giudice istruttore fino al 1990 e concludere la carriera in Corte di Cassazione.
Martella ha affrontato i nodi cruciali del terrorismo e della criminalità istituzionale degli "anni di piombo", curando come pubblico ministero anche lo scandalo Lockheed sulle tangenti nel settore degli approvvigionamenti militari. Il suo nome resta però indissolubilmente legato alla conduzione della seconda complessa istruttoria sull'attentato a Papa Giovanni Paolo II, compiuto in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981 da Mehmet Ali Ağca. Fu proprio il giudice salentino, coordinando rogatorie internazionali e interrogatori delicatissimi, a formalizzare la cosiddetta "pista bulgara": un'ipotesi investigativa che individuava nei servizi segreti di Sofia e nelle retrovie del KGB i mandanti politici del tentato omicidio, finalizzato a contenere la spinta anticomunista del Pontefice polacco nell'Est Europa.
Dall'intreccio politico di quell'attentato derivò il suo coinvolgimento nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Titolare del fascicolo tra il 1985 e il 1990, Martella inquadrò la scomparsa della quindicenne all'interno dello scacchiere della Guerra Fredda. Secondo gli atti da lui firmati, la sparizione della cittadina vaticana fu un rapimento della Stasi, i servizi segreti della Germania dell’Est, per distogliere l’attenzione pubblica dalle accuse che ad attentare alla vita del Papa furono i bulgari.
Negli ultimi anni della sua vita, l'ex magistrato era tornato a difendere fermamente questa tesi, supportato dall'accesso a documenti riservati divenuti consultabili solo dopo la caduta della cortina di ferro. Nel suo libro del 2024, Emanuela Orlandi, intrigo internazionale, Martella ha esposto prove documentali secondo cui la Stasi — il servizio di sicurezza della Germania Est — avrebbe pianificato e gestito un’attività di depistaggio e disinformazione militare attraverso messaggi contraffatti e finti rivendicatori, affermando inoltre la convinzione che la giovane Orlandi fosse stata uccisa subito dopo il rapimento per evitare di tenere in vita un ostaggio scottante.
Con la morte di Ilario Martella si chiude l'era dei magistrati che hanno affrontato i misteri italiani. Le sue memorie restano una pietra miliare della cronaca giudiziaria italiana, lasciando in eredità una rigorosa mole documentale sulle trame che hanno segnato il Paese negli anni della Prima Repubblica. Un’epoca in cui si mescolarono in un unico calderone politica corrotta, finanza criminale, massoneria e servizi deviati.

