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Estate lunga, autunno corto: come cambia il calendario degli acquisti, dai cappotti ai pigiami invernali da donna

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L'equinozio d'autunno, caduto il 23 settembre alle 2.05, ha portato con sé, secondo le previsioni diffuse da iLMeteo.it, il primo calo delle temperature minime della stagione. Per i negozi di abbigliamento è la data che segna, almeno sulla carta, l'inizio della stagione fredda: le collezioni autunno-inverno sono in vetrina da settimane, ma finché il termometro resta su valori estivi il cappotto rimane appeso e il maglione piegato sullo scaffale. È lo scarto tra calendario commerciale e calendario climatico, e i numeri dell'estate appena chiusa aiutano a misurarne il peso.

Un'estate che ha frenato le vendite

Il consuntivo dei saldi estivi diffuso il 12 settembre da Federazione Moda Italia-Confcommercio descrive una stagione partita bene nei primi giorni di luglio e poi rallentata, fino a chiudere agosto con un calo medio delle vendite del 2,6% in valore rispetto allo stesso mese del 2025. Il quadro, precisa l'associazione, non è uniforme: il 55% delle imprese che hanno risposto al monitoraggio ha registrato vendite stabili o in crescita, il 45% una diminuzione. Tra le cause, accanto alla debolezza dei consumi e ai costi di gestione dei negozi indipendenti, il presidente Giulio Felloni ha indicato esplicitamente il caldo eccezionale, che ha frenato gli acquisti proprio nelle settimane in cui si chiude il ciclo della stagione calda e si prepara quello della successiva.

Il dato pesa anche su ciò che viene dopo. Un'estate che si allunga fino a settembre sposta in avanti il momento in cui le famiglie decidono di rinnovare il guardaroba invernale e concentra in poche settimane una spesa che il calendario delle collezioni distribuisce su tre mesi. Per i negozi significa affrontare l'autunno con i capi pesanti già in assortimento e una clientela che, finché fuori fa caldo, non ha ragione di cercarli. Tra le misure che la federazione ha chiesto al Tavolo della Moda del Mimit compare, non a caso, la svalutazione progressiva delle rimanenze di magazzino.

Un comparto in calo, ma non allo stesso modo

Lo scenario di fondo è quello di un settore che ha chiuso il secondo anno consecutivo in flessione. Il rapporto Lo Stato della Moda, presentato da Confindustria Moda a giugno, indica per il 2025 un fatturato del tessile-abbigliamento di 58,39 miliardi di euro, in calo del 2,4% sull'anno precedente. Dentro questa media, però, le categorie non si muovono tutte alla stessa velocità, e la stagionalità degli acquisti incide in misura diversa a seconda di quanto un capo dipende dal clima del momento.

Un segnale utile arriva da un segmento vicino a quello della notte, l'intimo. Secondo un'analisi di Sita Ricerca, nel 2025 il mercato dell'intimo acquistato dai residenti in Italia vale 3,105 miliardi di euro, con una flessione dello 0,4%. È un calo molto più contenuto di quello del comparto nel suo insieme, risultato di volumi scesi dell'1,3% e compensati in parte da prezzi medi saliti dello 0,9%. Il segmento femminile, con oltre due miliardi di euro, rappresenta circa il 70% del totale.

Letti insieme, i due dati suggeriscono che i capi di uso quotidiano, quelli che si consumano e si ricomprano con regolarità, tengono meglio di quelli legati a una stagione precisa. Il mercato dell'abbigliamento da notte sta a metà strada tra le due categorie: il pigiama si usa ogni sera, ma quello pesante si sceglie quando fa freddo davvero, ed è proprio su questo acquisto che un autunno in ritardo produce i suoi effetti.

Le compere che aspettano la prima notte fredda

Tra gli acquisti invernali, quelli legati alla casa e al riposo sono con ogni probabilità i più sensibili alla temperatura percepita. Pochi rinnovano il piumone o cercano un pigiama da donna per l'inverno finché le notti restano tiepide, mentre al primo abbassamento delle minime la domanda si concentra in pochi giorni. Le sezioni dedicate ai pigiami invernali donna dei negozi specializzati seguono così l'andamento del meteo più che quello del calendario delle collezioni.

Anche l'offerta, del resto, si organizza attorno ai materiali prima che ai modelli. Se prendiamo ad esempio un produttore italiano di lunga tradizione, Noidinotte, attivo nella pigiameria dagli anni Cinquanta, vediamo che le linee invernali si costruiscono anzitutto sulla scelta dei tessuti, dalla flanella al cotone felpato fino al micropile, pensati per trattenere il calore senza appesantire. È un'offerta che arriva nei negozi e sui siti a settembre e che, quando l'autunno tarda, resta in attesa della domanda.

Sul fronte del clima, le ultime proiezioni stagionali del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, riprese da iLMeteo.it, indicano per il trimestre ottobre-dicembre valori di temperatura e di precipitazione mediamente superiori alla norma climatologica sull'Italia, con la cautela che si deve a stime di natura probabilistica.

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