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Mediaset contro Corona: chiesto un risarcimento record di 160 milioni

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Il Tribunale Civile di Milano si appresta a ospitare una delle sfide più imponenti nella storia della televisione italiana, che vedrà contrapposti il gruppo Mediaset e Fabrizio Corona. Al centro del contenzioso vi è una colossale richiesta di risarcimento danni pari a 160 milioni di euro, un'azione legale intentata dal colosso di Cologno Monzese per tutelare l'onore, la reputazione e il patrimonio aziendale a seguito di dichiarazioni della controparte considerate fortemente diffamatorie.

L'azione legale si distingue per la compattezza del fronte che ha mosso causa a Corona, unendo in un unico blocco i massimi vertici societari e i volti simbolo del network. Tra i firmatari dell'atto di citazione compaiono Pier Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi. Al loro fianco si schierano i conduttori della rete come Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Ilary Blasi e la giovane showgirl Samira Lui. Per tutelare i propri interessi, i promotori si sono affidati a un pool di legali che include Giulia Bongiorno, Salvatore Pino, Aldo Baldaccini e il professor Andrea Di Porto.

L’origine della controversia risale all'inizio dell'anno, nello specifico alle dichiarazioni diffuse da Corona il 26 gennaio 2026 durante una puntata del suo podcast, intitolato "Falsissimo". Secondo l'atto di citazione, l’imprenditore non si sarebbe limitato a una semplice provocazione, ma avrebbe orchestrato una vera e propria campagna d’odio premeditata. Le accuse lanciate nel programma – e successivamente cavalcate sui canali social della sua agenzia prima che i profili venissero oscurati dalle piattaforme Meta e YouTube – sono state descritte dall'azienda come ricostruzioni infondate. 

Il pool difensivo di Mediaset punta a dimostrare che la condotta di Corona sia andata oltre i confini del diritto di cronaca o di libera espressione del pensiero, muovendosi fuori da ogni regola e con il solo fine di trarre visibilità a discapito dell'altrui reputazione. Nell'atto si sottolinea la gravità della lesione d'immagine subita sia dall'azienda quotata in borsa (MFE - Media For Europe) sia dai singoli professionisti, la cui credibilità costituisce il valore nel rapporto con il pubblico e con gli investitori pubblicitari. Il gruppo di Cologno Monzese ha inoltre annunciato che le somme eventualmente riconosciute dal giudice verranno interamente devolute a un fondo per le spese legali delle vittime di cyberbullismo, stalking e reati da Codice Rosso.

Dal canto suo, Fabrizio Corona ha reagito alla notifica del provvedimento respingendo le accuse e dichiarando di non essere spaventato dall'imminente confronto giudiziario. L'imprenditore ha definito la richiesta multimilionaria come una manovra intimidatoria, finalizzata a silenziare le sue rivelazioni sul dietro le quinte del mondo dello spettacolo e della televisione commerciale. Saranno ora i giudici milanesi, nell'autunno del 2026, a dover stabilire il definitivo confine tra il diritto alla libera manifestazione del pensiero e l'illecito civile da risarcimento record.

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