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Caso Orlandi, annunciata querela contro Pietro e i vertici Rai, mentre si riapre l'indagine su Accetti

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Si inasprisce lo scontro legale intorno al caso Orlandi. L’avvocato Giancarlo Germani, difensore di Marco Accetti, ha formalizzato l’annuncio di una querela nei confronti di Pietro Orlandi e dei vertici della Rai. L’iniziativa scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate dal fratello di Emanuela durante la trasmissione Storie Italiane, andata in onda il 14 settembre su Rai 1. Nel corso del programma condotto da Eleonora Daniele, sono state formulate gravi accuse rivolte alla figura del padre di Accetti, accostando l’uomo a contesti di presunta corruzione in atti giudiziari.

L’atto della difesa ipotizza il reato di diffamazione aggravata dal mezzo televisivo, contestando il superamento dei limiti del diritto di cronaca e di critica, oltre a presunti profili di responsabilità dell'azienda di Stato per omesso controllo e per la mancata garanzia di un equo contraddittorio in onda. Sotto i riflettori sono finite le affermazioni in cui Orlandi ha legato la famiglia di Accetti alle vecchie indagini sulla tragica morte di José Garramon, il dodicenne travolto e ucciso da un furgone guidato da Accetti il 20 dicembre 1983 a Ostia. Secondo la tesi espressa in televisione da Orlandi, quel processo fu "aggiustato" dal padre dell’imputato, un facoltoso imprenditore edile, che avrebbe usato il proprio denaro per corrompere i testimoni.

Secondo quanto sostenuto da Orlandi, questa presunta attività corruttiva sarebbe servita a far qualificare l'omicidio del bambino come un semplice incidente stradale colposo, nascondendo quello che molti sospettano fosse in realtà un rapimento o un omicidio volontario. Per quel tragico investimento, Accetti fu condannato in via definitiva a una pena di due anni e due mesi di reclusione. Per l'avvocato Germani si tratta di insinuazioni del tutto prive di riscontri e fortemente lesive dell’onore della memoria familiare. Il legale sottolinea che il padre di Accetti è deceduto da tempo e non ha mai riportato alcuna condanna per tali fatti, motivo per cui la difesa considera le dichiarazioni in tv una pura calunnia mediatica.

L'iniziativa legale della difesa rappresenta il quinto contenzioso promosso nei confronti di Pietro Orlandi a causa delle sue posizioni pubbliche, delineando un quadro di accertamenti giudiziari che si fa sempre più stringente. L'uomo è infatti già atteso davanti al Gup (Giudice dell'udienza preliminare) del Tribunale di Frosinone per un'udienza legata a precedenti vicende. Secondo fonti legali, la persistente sovraesposizione mediatica e il tono delle ultime apparizioni televisive rischiano di complicare la sua posizione difensiva nei procedimenti in corso, allontanando l'ipotesi di un proscioglimento e rendendo concreto il rischio di un rinvio a giudizio.

Il faldone delle diffamazioni viaggia in ogni caso in parallelo con il filone principale dell’inchiesta sulla scomparsa della cittadina vaticana, che vede la Procura di Roma aver nuovamente iscritto Marco Fassoni Accetti nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. La posizione del fotografo, che era stata archiviata nel 2015 dopo l’autoaccusa del 2013, è tornata al centro dell'attività inquirente a causa dei nuovi accertamenti tecnici disposti sul flauto da studio da lui stesso consegnato agli investigatori e ritenuto essere appartenuto a Emanuela Orlandi. Nei confronti di tutti i soggetti iscritti nel registro degli indagati o destinatari di querele vige, come per legge, il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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