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Non fu un chiodo. La sanzione milionaria svela le falle della rete ferroviaria

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Arriva un’altra batosta per Matteo Salvini. L'Autorità dei Trasporti ha punito con una multa di quasi due milioni di euro la Rete Ferroviaria Italiana per il disservizio verificatosi il 2 ottobre 2024, che causò la paralisi dei nodi ferroviari di Roma Termini e Roma Tiburtina. La delibera dell'Autorità ha individuato le responsabilità del blocco della rete nazionale, respingendo le giustificazioni della società. 

Matteo Salvini- ministro dei Trasporti- aveva attribuito il guasto all’errore di operaio di una ditta privata, reo di aver danneggiato un cavo elettrico con un chiodo. Ma la ricostruzione dei fatti ha spiegato che l'errore di un singolo non avrebbe potuto generare ripercussioni su scala nazionale, localizzando l’errore nei deficit dei sistemi di controllo e di sicurezza del Gestore. L'ispezione ha evidenziato una vulnerabilità nei dispositivi di sicurezza, con riferimento alle reti di alimentazione elettrica. 

In concomitanza con l'anomalia, i sistemi di emergenza e i generatori ausiliari non si sono attivati, paralizzando treni e passeggeri. Tale vulnus ha compromesso l’efficacia della rete, impedendo l'attivazione di misure alternative a garanzia della continuità del servizio. A causa di queste lacune, un disservizio locale si è rapidamente propagato, determinando il blocco dell'intero sistema ferroviario nazionale.

Il collasso della rete ha generato ripercussioni devastanti sulla mobilità dei cittadini. I dati parlano di quasi duemila convogli fermi, con un accumulo complessivo superiore ai settanta mila minuti di ritardo e cancellazione di centinaia di corse. Migliaia di utenti sono rimasti impantanati per ore nelle stazioni o a bordo dei vagoni. Il Gestore è stato ritenuto anche responsabile della violazione degli obblighi di assistenza, a causa della mancata predisposizione di servizi sostitutivi.

La notifica della sanzione ha riacceso il dibattito politico sulla gestione delle infrastrutture ferroviarie nel Paese, tuttora gravate da disagi e ritardi. Nonostante la linea difensiva di RFI, volta a ricondurre le responsabilità all'appaltatore privato, i partiti di opposizione hanno sferrato un duro attacco all'esecutivo. I rappresentanti della minoranza parlamentare hanno infatti definito il blackout del 2 ottobre l'emblema di una rete nazionale fragile e, alla luce delle risultanze del controllo ufficiale, sono tornati a sollecitare le dimissioni del Ministro Salvini.

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