Le indagini sulla scomparsa di Mirella Gregori, svanita a Roma il 7 maggio 1983, aprono un nuovo capitolo. I riflettori si spostano sull'ultimo luogo in cui la quindicenne potrebbe essere stata vista in vita. La Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul caso Orlandi-Gregori si sta concentrando sull'ex bar di via Nomentana, gestito all'epoca dalla famiglia di Sonia De Vito, amica della studentessa. Questo locale, situato a pochi metri dall'abitazione dei Gregori, rappresenta uno snodo cruciale del giallo. Sotto la lente degli inquirenti ci sarebbero i presunti passaggi sul retro e i sotterranei dell'edificio.
A focalizzare l'attenzione investigativa su questa attività commerciale sono state le intuizioni e le analisi approfondite portate avanti da Rossella Pera e Gianluigi Lulli. I due blogger e ricercatori hanno evidenziato una serie di incongruenze strutturali e storiche legate al locale di via Nomentana, spingendo gli inquirenti a riaprire vecchi faldoni e a riesaminare i dettagli architettonici dell'edificio. Il loro contributo ha fornito una nuova chiave di lettura per i lavori della Commissione Bicamerale, convogliando gli accertamenti tecnici direttamente sugli spazi interni del bar, dove Gregori entrò prima di sparire.
Il nuovo filone investigativo ruota attorno alla presunta esistenza di una botola e di un intero piano sotterraneo all'interno dell'attività commerciale. Gli inquirenti ipotizzano che sotto il pavimento del bar si nasconda un locale speculare a quello in superficie, privo di finestre e ormai murato o nascosto da una colata di cemento. Oltre a questo spazio sotterraneo, le verifiche stanno mappando una seconda uscita secondaria sul retro, che non dà sulla strada principale e che potrebbe aver permesso a Mirella Gregori di abbandonare l'edificio senza essere notata da clienti, baristi e testimoni oculari.
La notizia di questa nuova pista ha scatenato la reazione dolorosa e incredula di Antonietta Gregori, sorella maggiore di Mirella. La donna ha espresso un profondo sconcerto, paragonando l'intera vicenda alla trama di un film cinematografico. Antonietta si domanda con amarezza come sia possibile che un elemento così macroscopico emerga soltanto oggi, sollevando il terribile sospetto che una parte della verità potesse trovarsi a pochi passi da casa loro.
Questo sviluppo riaccende i riflettori su uno dei gialli più fitti della cronaca nera, storicamente intrecciato al caso di Emanuela Orlandi. I prossimi mesi e gli accertamenti catastali in corso saranno cruciali per capire se i sospetti si trasformeranno in prove. La speranza è che i nuovi rilievi tecnici riescano a rispondere alle domande rimaste insolute dal lontano maggio del 1983.

