ROMA - Il cambiamento climatico non sta trasformando soltanto ecosistemi e temperature: sta ridisegnando la geografia dei trasporti mondiali. L’estate 2026 segna infatti un passaggio storico nella navigazione internazionale, come ha esaustivamente spiegato, in un articolo su “LA VOCE - Trasporti & Diritti”, il Prof. Pietro Spirito, docente di Economia dei Trasporti all’Università Mercatorum.
Lo scioglimento accelerato dei ghiacci artici sta aprendo nuove rotte commerciali, rendendo navigabile per periodi sempre più lunghi la Northern Sea RouteM (NSR), il corridoio che costeggia la Siberia e collega il Pacifico settentrionale con l’Atlantico. La Cina e la Corea del Sud hanno inaugurato nuovi servizi containerizzati verso Rotterdam, Amburgo e Danzica, riducendo i tempi di viaggio a 19-20 giorni rispetto alle rotte che circumnavigano il Capo di Buona Speranza.
È un cambiamento epocale: la rotta polare non sostituirà Suez nel breve periodo, ma introduce una nuova opzione strategica in un sistema logistico globale sempre più policentrico.
La crescente instabilità del Mar Rosso, di Bab el-Mandeb e dei chokepoint mediorientali rende l’Artico una via alternativa meno esposta ai rischi geopolitici. La Russia, che considera la NSR una infrastruttura nazionale strategica, sta investendo in rompighiaccio, porti, sistemi satellitari e navi di classe artica.
La Cina, dal canto suo, integra la cosiddetta Ice Silk Road nella Belt and Road Initiative, costruendo una rete logistica ridondante che le consente di scegliere tra più corridoi in base alle condizioni politiche e climatiche.
Il risultato è una nuova architettura del rischio: non più una rotta dominante, ma un portafoglio di rotte. Per il Mediterraneo e per l’Italia la sfida è rilevante. Se una quota crescente dei traffici Asia-Europa raggiungerà direttamente i porti del Northern Range, gli scali mediterranei rischiano di perdere parte della loro storica funzione di piattaforma di intermediazione.
Il cambiamento climatico, dunque, non è solo un fenomeno ambientale: è un fattore che sta ridefinendo la logistica globale, gli equilibri commerciali e la competitività dei sistemi portuali. L’Italia dovrà rispondere con infrastrutture ferroviarie più efficienti, intermodalità avanzata e una visione strategica capace di trasformare la posizione geografica in reale forza logistica.
Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal

