Ventiquattro morti accertati e le prime testimonianze dei sopravvissuti

Una giornalista che si trovava ad Accumuli rilascia la sua testimonianza al Fatto Quotidiano

pubblicato il 24/08/2016 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Ventiquattro morti accertati. E’ un bilancio pesante quello del sisma che ha colpito il centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto ed è un bilancio che sembra purtroppo destinato a salire: molte sono le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Un terremoto “paragonabile, per intensità, a quello dell’Aquila” ha detto il capo del Dipartimento Protezione Civile Fabrizio Curcio.

“Quando mi sono svegliata questa notte per la scossa, ho visto una grossa crepa nel muro, ho fatto appena in tempo a prendere i bambini, fare le scale e uscire”: queste le parole di Sabrina Fantauzzi, giornalista, che questa notte durante il terremoto si trovava a Illica, davanti ad Accumoli. “Qui in paese una ragazza spagnola è morta, era la moglie di un mio cugino, si erano appena sposati. Una mia zia invece è stata recuperata dopo 4 ore sotto le macerie. Ma sembra ci siano altre due vittime, dovrebbe trattarsi di una coppia romana – racconta ancora Fantauzzi – Il centro è chiuso, così come l’accesso al paese”. “Subito dopo la prima scossa – continua la testimone – siamo scesi in strada e ci riamo radunati tutti in un prato con le coperte. La cosa che più mi ha colpito è che non si vedevano più le luci di Accumoli ma soltanto una colonna di fumo per la polvere e i detriti. I primi soccorsi, due ambulanze, sono arrivati dopo un’ora e sono stati messi in salvo tutti i bambini”.

E nel racconto della giornalista trova spazio un appello: “Qui a Illica siamo a 800 metri d’altezza, ma dopo di noi, a oltre mille metri, c’è Poggio d’api, e in questo periodo ci sono molti villeggianti, spero i soccorsi siano andati a vedere la situazione”. Molti i danni alle abitazioni, sempre secondo la testimonianza si Sabrina: “Le case più antiche, quelle del 1700, sono danneggiate – riferisce Fantauzzi – ma quelle realizzate negli anni ’70 sono polverizzate, hanno retto solo gli edifici costruiti dopo gli anni ’80, con criteri antisismici”.

Il Fatto Quotidiano

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