Riceviamo da Pietro Serbassi, Segretario generale della FAST Confsal, il comunicato che segue.
"Ci rivolgiamo, come FAST Confasl, al Governo e a tutte le forze parlamentari mentre la Camera sta esaminando l’Atto n. 2987, relativo alla conversione del decreto‑legge n. 107/2026 e alla futura gara per i servizi Intercity. La nostra richiesta non nasce oggi. Durante l’incontro del 9 giugno scorso, convocato dopo la proclamazione dello sciopero nazionale, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha riconosciuto la necessità di correggere la normativa attuale, indicando il lotto unico come soluzione più efficace per garantire continuità del servizio e tutela dei lavoratori. In quella sede il Viceministro si è detto disponibile ad avviare un confronto con il Ministero del lavoro sull’applicazione del CCNL di settore.
Sulla base di questi impegni, le OO.SS. hanno responsabilmente deciso di sospendere lo sciopero, convinti che il dialogo avrebbe portato rapidamente a misure concrete a difesa del servizio pubblico, dell’occupazione e delle condizioni economiche e normative del personale, compreso quello degli appalti. La Commissione Trasporti della Camera ha poi confermato questa impostazione, approvando all’unanimità una condizione che indica il lotto unico come modello da approfondire e richiede garanzie occupazionali, rispetto della contrattazione collettiva e procedure trasparenti in caso di subentro di un nuovo operatore.
Per questo il mancato accoglimento, in Commissione Bilancio, dell’emendamento sulle clausole sociali non può chiudere la questione. Esistono, infatti, già impegni formali del Governo, una posizione unitaria delle Organizzazioni Sindacali e un pronunciamento unanime della Commissione competente. La normativa europea e il Codice dei contratti pubblici consentono pienamente l’introduzione di clausole sociali robuste e l’individuazione del CCNL strettamente connesso alle attività affidate. Un servizio nazionale come l’Intercity non può essere assegnato senza definire prima il futuro delle migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno lo rendono possibile.
Chiediamo quindi al Parlamento una formulazione condivisa che renda obbligatorie clausole sociali effettive, garantisca continuità dei rapporti di lavoro e dei diritti acquisiti, individui il CCNL Mobilità – Attività Ferroviarie come riferimento di settore, tuteli la contrattazione aziendale ed estenda le garanzie ai lavoratori degli appalti.
Gli impegni assunti devono ora diventare legge: la tutela del lavoro non è una battaglia di parte, ma un interesse comune del Paese e del sistema ferroviario nazionale".

