La UGL Salute esprime convinto sostegno alla petizione depositata presso la Camera dei deputati da Diego Catania, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), finalizzata all'abolizione definitiva del vincolo di esclusività per i professionisti del comparto. La sigla sindacale, da anni in prima linea in questa battaglia di civiltà e giustizia lavorativa, ritiene fondamentale superare l'attuale quadro legislativo – regolato dall’articolo 4 della legge 412/1991 e dall’articolo 53 del D.Lgs. 165/2001 – che impedisce a tecnici sanitari, riabilitatori e prevenzionisti dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell’orario di servizio.
“L'eliminazione del vincolo di esclusività è una storica battaglia della UGL Salute” – dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale di UGL Salute. “Riteniamo che l'impianto normativo attuale sia totalmente anacronistico e non più rispondente alle reali esigenze di un sistema sanitario moderno. Mantenere questo divieto significa non solo perpetrare una grave e inaccettabile disparità di trattamento rispetto ad altre figure della dirigenza sanitaria, ma anche infliggere un vulnus alla dignità professionale di migliaia di operatori che, quotidianamente, tengono in piedi la sanità pubblica senza ricevere in cambio un'adeguata valorizzazione economica”.
Nonostante la sospensione temporanea del vincolo fino al 31 dicembre 2027, introdotta con l'ultimo Decreto Milleproroghe, la UGL Salute evidenzia come lo strumento della deroga sia insufficiente, poiché l'esercizio della libera professione resta vincolato a rigide autorizzazioni datoriali concesse con estrema rarità.
“Le deroghe temporanee non bastano più, serve una riforma che porti certezze e stabilità” – prosegue Giuliano. “La petizione numero 1400 lanciata da Catania ha il grande merito di scuotere la politica e stimolare un salto culturale indispensabile. Permettere ai professionisti del comparto di esercitare la libera professione significa liberare energie preziose: permetterebbe un incremento immediato delle prestazioni sul territorio, contribuendo in modo determinante all'abbattimento delle liste d'attesa che tanto penalizzano i cittadini. Al contempo, darebbe l'opportunità ai lavoratori di accrescere le proprie competenze in contesti diversificati, con riflessi positivi sulla motivazione e sulla qualità del servizio pubblico”.
Il Segretario Nazionale conclude rivolgendo un appello accorato alla politica e alla categoria: “Invitiamo tutti i lavoratori delle professioni sanitarie e i cittadini che hanno a cuore il futuro della salute pubblica a sottoscrivere la petizione online, identificata con l numero 1400, sul portale della Camera dei deputati. Al Parlamento chiediamo un atto di coraggio e lungimiranza: ascoltare la voce del comparto e convertire definitivamente la libera professione da eccezione a regola strutturale. Valorizzare il capitale umano è l'unico modo per evitare la fuga di professionisti dal SSN e per garantirne il definitivo rilancio”.

