Maria Laura Bulanti Garramon, madre del tredicenne José Garramon, ha lanciato un drammatico appello alla Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi Orlandi-Gregori chiedendo di essere urgentemente convocata per presentare elementi inediti e mai rivelati prima sulla morte del figlio.
Il caso si inserisce nei recenti sviluppi della cronaca di giugno 2026, che vedono Marco Fassoni Accetti nuovamente indagato dalla Procura di Roma in relazione a una presunta rete di adescamento di minori attiva negli anni Ottanta.
La signora Garramon ha dichiarato di poter raggiungere Roma dall'Uruguay in 48 ore non appena riceverà la convocazione formale. Il cuore del suo messaggio punta direttamente alle responsabilità dell'uomo. La donna sostiene di possedere informazioni cruciali e dettagli mai emersi prima d'ora. Nutre forti dubbi sulla dinamica ufficiale e sulle presenze misteriose nella pineta di Castel Porziano.
Il 20 dicembre 1983, il piccolo José Garramon, 13 anni, fu travolto e ucciso da un furgone Ford Transit nella pineta di Castel Porziano. Alla guida del mezzo c'era proprio Marco Fassoni Accetti, che fu in seguito condannato per omicidio colposo e omissione di soccorso. Nel 2013, l'uomo si autoaccusò di aver avuto un ruolo attivo nel rapimento di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, definendosi parte di una fazione di contro sabotaggio internazionale. Tra le sue molteplici versioni, affermò anche che la morte del ragazzo non fu una fatalità casuale, ma un evento legato strettamente alle dinamiche dei ricatti di quel periodo.
Sulla scia dell'appello, esponenti politici all'interno della Commissione (come il deputato PD Roberto Morassut) hanno espresso parere favorevole all'audizione della donna per fare piena luce sui punti d'ombra che collegano i tre casi.

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