Roberto Saviano ha criticato duramente la narrazione mediatica del delitto di Garlasco, definendola come "l'inganno di Garlasco" o la "declinazione populista" della cronaca nera. Nei suoi recenti interventi editoriali e sul palco di Repubblica delle Idee, lo scrittore ha analizzato come l'omicidio di Chiara Poggi sia stato trasformato in una sorta di fiction a puntate o "show di intrattenimento senza competenze", anziché in una reale ricerca della verità giudiziaria.
L’autore di Gomorra ha utilizzato una metafora. affermando che l'Italia si è seduta a tavola davanti al caso Garlasco con coltello e forchetta, pronta a consumare il dolore altrui come puro voyeurismo. La tragedia reale è diventata, secondo l'autore, una serie televisiva da rinnovare stagione dopo stagione per scopi commerciali e di audience. La cronaca e il dibattito si sono ridotti a dinamiche da stadio (innocentisti contro colpevolisti), banalizzando la complessità del sistema giudiziario.
Lo scrittore ha sottolineato come il continuo focus televisivo su casi di true crime come Garlasco serva a distogliere l'opinione pubblica da grandi problemi di attualità politica e sociale, come le stragi dei migranti o lo sfruttamento dei braccianti. Storie come quella di Chiara Poggi attirano il pubblico perché permettono alle persone di emettere giudizi personali rimanendo, al contempo, emotivamente e politicamente deresponsabilizzante rispetto alle storture della società . Saviano ha fatto notare che mentre in aula i processi seguono tempi e regole precise (Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva nel 2015), in televisione si creano ribaltoni e suggestioni continui che danno la falsa impressione che i casi siano costantemente riaperti.
Tali dichiarazioni hanno generato un acceso dibattito nel mondo del giornalismo. Alcuni conduttori e cronisti televisivi hanno risposto duramente, rifiutando quelle che hanno definito "lezioni di giornalismo" e ricordando allo scrittore che l'interesse pubblico nasce anche dai dubbi sull'efficacia e sui meccanismi della giustizia italiana.

