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Giorgia Meloni si riscopre sovranista e torna ad attaccare Bruxelles

La premier si prepara a partecipare al Consiglio d'Europa

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Giorgia Meloni ha riacceso la retorica sovranista contro Bruxelles per blindare l'elettorato di destra e frenare l'ascesa politica di Roberto Vannacci. 

Nelle comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio Europeo, la presidente del Consiglio ha sferrato un duro attacco frontale ai "burocrati" europei, rimettendo al centro del dibattito i pilastri storici della destra: il contrasto all'immigrazione clandestina, l'opposizione alle direttive del Green Deal e la critica ai formati decisionali ristretti delle grandi potenze dell’Unione Europea. 

Meloni ha criticato i funzionari europei che "non devono rendere conto a nessuno", contestando la debolezza delle attuali istituzioni e i vertici a geometrie variabili (come l'asse franco-tedesco) che escludono l'Italia. Il Green Deal è stato nuovamente dipinto come un insieme di norme ideologiche che danneggiano il tessuto industriale e automobilistico italiano. È stata ribadita la necessità di una linea dura europea sui rimpatri, contrastando le decisioni che vincolano l'autonomia dei singoli Stati. 

Questo ritorno a una comunicazione marcatamente sovranista risponde a precise dinamiche politiche interne alla destra italiana. Roberto Vannacci ha progressivamente consolidato uno spazio politico autonomo e radicale all'interno del gruppo europarlamentare di estrema destra Europe of Sovereign Nations, accusando l'esecutivo Meloni di non essere "abbastanza di destra". 

La tensione è culminata nell'aula della Camera, dove Meloni ha attaccato la componente vicina al generale, accusando i parlamentari "vannacciani" di aver votato per sei volte contro la fiducia al governo insieme alle opposizioni di sinistra. Con le voci di un possibile logoramento della maggioranza e l'ipotesi di scadenze elettorali anticipate (si parla di elezioni a novembre) Fratelli d'Italia punta a riappropriarsi dei temi identitari per evitare emorragie di voti ed elettori.

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