"Spero che un musulmano ti violenti". Questa la minaccia, volgare e spaventosa, che ha ricevuto Sofia Galassi, ventunenne militante della Lega Giovani, mentre si trovava in Università per seguire una lezione del corso di Infermieristica. Un episodio, che si è verificato qualche giorno fa nella facoltà di via Carlo Berti Pichat, già denunciato dalla studentessa agli agenti del commissariato di Imola: "Sono uscita dall’aula con un’amica e un gruppo di ragazzi, al mio rientro verso l’aula, mi ha urlato dietro ’I fascisti qui non li vogliamo’ – ripercorre Galassi –. Ho lasciato correre, ma dopo diversi attacchi ho chiesto loro quale fosse il problema nei miei confronti, dal momento in cui nemmeno ci conoscevamo. Mi hanno attaccata perché sostengo la Remigrazione, della quale parlo anche sui miei social". È in quel momento che "un’altra studentessa, di origini straniere, si è avvicinata a me con fare minaccioso e mi ha detto ’Se non te ne vai ti metto le mani addosso’, fino ad augurarmi uno stupro". Toni e parole "inammissibili in uno spazio come l’università. C’è un forte clima di odio politico che cresce sempre di più". Il giorno dopo "hanno appeso anche uno striscione all’ingresso della facoltà con la scritta ’Infermieristica è antifascista’". Dura condanna da parte della Lega, con il capogruppo in Comune Matteo Di Benedetto e l’europarlamentare Anna Cisint: " Frasi aberranti. Un episodio gravissimo che supera ogni limite. Sofia ha fatto bene a denunciare: di fronte a questo odio non si arretra.
Ora è necessario che chi si è reso responsabile venga rapidamente individuato e chiamato a rispondere delle proprie azioni. Colpisce e preoccupa il silenzio delle istituzioni".

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