
Il furto d'auto in Italia è un fenomeno che non accenna a invertire la rotta. Secondo l'indice di criminalità elaborato da Lab24, il laboratorio dati deIl Sole 24 Ore, la media nazionale delle denunce per furto di autovetture è salita da 100,29 ogni 100.000 abitanti nel 2024 a 103,52 nel 2025. Un aumento che si inserisce in un trend strutturale di crescita, che colpisce tanto le utilitarie quanto i SUV di ultima generazione, nelle grandi città come in periferia.
Eppure, nonostante la diffusione del fenomeno, molti proprietari non sanno con precisione cosa fare nei momenti immediatamente successivi al furto. Conoscere le mosse giuste può fare una differenza concreta sul fronte del rimborso assicurativo e, soprattutto, sulla tutela della propria posizione nel sistema RC auto.
La denuncia: il primo passo, e il più urgente
Appena ci si accorge del furto, la prima cosa da fare è presentare denuncia alle forze dell'ordine- Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanza. La denuncia è un atto formale che certifica la data e le circostanze dell'accaduto, e costituisce il documento fondamentale su cui si baseranno tutti i passaggi successivi: la comunicazione alla compagnia assicurativa, l'eventuale rimborso e la gestione della propria posizione assicurativa.
È importante che la denuncia venga presentata il prima possibile, non solo perché aumenta (seppur in modo limitato) le probabilità di recupero del veicolo, ma perché le compagnie assicurative richiedono che la segnalazione avvenga entro tempi precisi dalla scoperta del furto -generalmente due o tre giorni, a seconda delle condizioni contrattuali. Vale la pena rileggere la propria polizza su questo punto prima di procedere.
Comunicare il furto alla compagnia assicurativa
Una volta formalizzata la denuncia, è necessario informare tempestivamente la propria compagnia assicurativa.
La comunicazione deve avvenire per iscritto - di norma via raccomandata, PEC o attraverso i canali digitali previsti dal contratto - e deve essere accompagnata dalla copia della denuncia, dai documenti del veicolo e, quasi sempre, dalla consegna di tutte le chiavi in possesso del proprietario. Quest'ultimo elemento è spesso sottovalutato, ma la mancanza di una chiave può portare la compagnia a contestare la richiesta di rimborso.
È bene sapere che la copertura contro il furto non è inclusa nella polizza RC auto di base, che per legge copre solo la responsabilità civile verso terzi. Per essere risarciti in caso di furto occorre aver sottoscritto la garanzia accessoria Furto e incendio. Chi ne è privonon avrà diritto ad alcun rimborso per la perdita del veicolo.
Il rimborso: come funziona e cosa aspettarsi
Se la polizza include la copertura furto, la compagnia avvia la procedura di liquidazione del sinistro.
L'importo riconosciuto non corrisponde necessariamente al valore di acquisto dell'auto, ma al suo valore commerciale al momento del furto, determinato in base alle tabelle di quotazione ufficiali. Su questa cifra possono incidere una franchigia o uno scoperto contrattuale, ovvero una quota del danno che rimane a carico dell'assicurato.
Se il veicolo viene ritrovato danneggiato prima che la compagnia abbia liquidato il sinistro, la polizza coprirà i costi di riparazione nei limiti previsti dal contratto.Se invece il rimborso è già stato erogato, si applicano regole diverse. In linea generale, la proprietà del veicolo ritrovato passa alla compagnia assicurativa, che ne dispone per recuperare quanto versato. In alcuni casi, tuttavia, è possibile accordarsi con la compagnia per riottenere il mezzo, restituendo parte dell'indennizzo già ricevuto. Le condizioni variano da contratto a contratto, quindi vale la pena verificare le clausole della propria polizza.
Cosa succede alla classe di merito e all'attestato di rischio
Molti proprietari temono che il furto del veicolo faccia perdere la classe di merito maturata negli anni. Non è necessariamente così. La classe di merito universale (CU) è registrata sull'attestato di rischio, il documento che traccia lo storico sinistri degli ultimi cinque anni e che ogni assicuratore consulta al momento della stipula di una nuova polizza.
La normativa prevede che, in caso di furto, l'attestato rimanga valido e la classe di merito si conservi intatta, a condizione di stipulare una nuova polizza entro un anno dalla data del furto risultante dalla denuncia. Chi non rispetta questa finestra temporale rischia di dover ripartire dalla classe di ingresso, vanificando anni di guida virtuosa.
Per approfondire il funzionamento di questo meccanismo, è possibile consultare questa guida realizzata dagli esperti diFacile.it, che offre una panoramica completa e dettagliata sull'argomento.
Come prevenire i furti: dispositivi e buone abitudini
Conoscere le procedure da seguire dopo un furto è importante, ma investire nella prevenzione rimane la strategia più efficace. I ladri professionisti dispongono oggi di strumentazioni in grado di aggirare in pochi secondi i sistemi di apertura a radiofrequenza delle auto di ultima generazione. Gli antifurti meccanici tradizionali, come i blocchi al volante, pur non essendo infallibili, aumentano il tempo e la difficoltà dell'operazione e possono scoraggiare i tentativi meno organizzati.
I dispositivi GPS con tecnologia di tracking attivo rappresentano invece lo strumento più efficace per il recupero del veicolo una volta sottratto: alcune compagnie assicurative riconoscono sconti sul premio a chi li installa. Tra le buone abitudini, vale la pena evitare di lasciare documenti originali o oggetti di valore all'interno dell'auto, non parcheggiare sempre negli stessi luoghi e privilegiare, quando possibile, aree illuminate e videosorvegliate.
Sapere cosa fare - e farlo nei tempi giusti – permette digestire adeguatamente una situazione difficile e complicazioni evitabili.
