Roberto Vannacci, dopo aver fondato il suo partito, Futuro Nazionale, ha lasciato ufficialmente la Lega di Salvini. Un epilogo che era nell’aria e che si è concretizzato ieri dopo un colloquio con lo stesso Salvini. Non si sa per adesso quale struttura prenderà il nuovo partito, chi vi entrerà a far parte e quanti voti potrebbe prendere alle prossimo elezioni del 2027, sempre che l’attuale governo non cadrà prima.
Avrà un futuro il movimento di Vannacci o sarà come il partito di Luigi Di Maio, Noi per l’Italia, durato un mese esatto dalla fondazione e sparito dopo le votazioni del 2022? La risposta, per adesso, la fornisce una rilevazione di Youtrend per Sky Tg24 che ha previsto per Futuro Nazionale (chissà come) un risultato elettorale che potrebbe attestarsi sul tre per cento. Un risultato notevole visto che in Italia i partiti di estrema destra e quelli di estrema sinistra sono sempre stati considerati malvisti, nonostante il successo di una forza politica, come Fratelli d’Italia, votata più per mancanza di alternativa che per una reale convinzione sui meriti di Giorgia Meloni.
C’è però da considerare anche la tempistica che ha sempre fatto la differenza nei consensi elettorali. Futuro Nazionale, con il passare del tempo, potrebbe crescere nelle preferenze degli italiani, soprattutto di quelli delusi dalla Lega e da Fratelli d’Italia. Oppure potrebbe perdere terreno, rivelandosi l’ennesima cometa passeggera. Tutto è basato su un programma che già fa preannunciare politiche tipiche dell’estrema destra europea, con decisioni autoritarie e poco democratiche.
In questa lotteria politica è difficile anche prevedere quanti aderiranno al neonato partito. Si conosce solo il punto di vista di Luca Zaia che ha sempre criticato l’accoglienza di Vannacci nel Carroccio, prevedendo che l’ex generale non si sarebbe comportato da semplice comparsa, ma avrebbe puntato a diventare leader. "La storia non si valuta col senno di poi-ha detto Zaia-cerchiamo di non fare gli illuministi: la verità è che è stato un errore, perché l'epilogo lo ha confermato. Questa storia si è tradotta in una disponibilità da parte nostra, ripagata con un tradimento. Vannacci se n'è andato, ma se n'è andato in maniera organizzata e pianificata".
L’addio del generale Roberto Vannacci rappresenta l’ultimo capitolo di una storia politica attraversata da divisioni e fratture interne. La sua uscita dal Carroccio si inserisce in una tradizione che si è realizzata continuamente, conoscendo numerose separazioni, spesso dolorose e quasi mai positive per chi ha scelto di andarsene. Sarà la stessa cosa anche adesso o c’è un partito destinato a rimpiazzare un movimento, la Lega, che ha già tradito le aspettative separatiste di numerosi elettori padani?

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