Un totale di 32 miliardi di dollari l'anno: è l'esorbitante quantificazione del giro d'affari nel traffico di esseri umani, ritenuto uno dei crimini più diffusi e in rapida crescita a livello
mondiale, secondo solamente al commercio illegale di sostanze stupefacenti.
Un fenomeno che coinvolge fino a 27 milioni di persone nel mondo e riguarda ben 161 paesi, generando profitti superiori alla terza industria criminale più lucrativa: il traffico d'armi. Il 55% delle persone che vengono private della libertà sono donne e bambini.
Dati che vengono resi noti alla vigilia della settima Giornata Europea contro la tratta degli esseri umani, in cui anche l'industria dei viaggi e del turismo è spesso involontariamente coinvolta.
Una forma moderna di schiavitù la tratta degli esseri umani, azione attraverso la quale alcuni individui traggono profitto dal controllo e dallo sfruttamento di altri esseri umani. Le vittime vengono sottomesse tramite violenza, frode e coercizione per poi essere indotte, soprattutto, alla prostituzione o al lavoro clandestino.
In occasione della Giornata europea, domani a Rimini sarà presentato il progetto 'Passport to Freedom', iniziativa di Sabre Holdings in partenariato con Ecpat Italia e Idee per Viaggiare, con l'obiettivo di "aumentare la consapevolezza del settore dei viaggi sui temi relativi al traffico di esseri umani, sostenere e promuovere le modifiche legislative contro questo crimine e offrire ai vari leader del settore l'opportunità di collaborare".

