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“Spighe di grano”. Dove l’uomo torna a dialogare con la terra

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E’ un invito a riscoprire il legame originario tra l’uomo e la terra, Spighe di grano”, la nuova raccolta poetica di Adele De Paolis, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore e disponibile anche nella versione e-book. Attraverso versi limpidi e intensi, l’autrice richiama il lettore al mondo naturale, al valore dell’amicizia e dei legami affettivi, all’autenticità dell’amore vissuto senza distanze né artifici.«Ho scelto questo titolo - spiega l’autrice, di origine toscana ma che vive a Roma - perché mi ricorda quando in estate, da bambina, mi fermavo a giocare all’aria aperta fra campi di grano maturo».

Al centro dell’opera emerge una riflessione, che l’autrice imprime nero su bianco con una disarmante leggerezza lirica, in cui realtà e creatività sono in continuo movimento verso l’alto, l’immaginifico: l’essere umano si sta allontanando dalla natura e, di conseguenza, dagli altri. Questa separazione genera solitudine, incomprensione e intolleranza. «Interagire con la terra - ricorda l’autrice - è il primo passo per ristabilire equilibrio, vicinanza e umanità». «Leggendo le mie parole, mi troverete tra le spighe di grano, fra strade di campagna coi papaveri rossi. Solo un piccolo chicco di grano si perde verso il mare. Ma l’onda, furtiva, lo restituisce al suo campo». Nella silloge, l’immagine metaforica rappresentata è quella di una pannocchia di mais cotta sul fuoco, fragrante e semplice, seguita dalla scena di un bambino che gioca a nascondino in un campo infinito: simboli di autenticità, libertà e ritorno alle origini. «Ogni poeta, donando il proprio messaggio originale, fissa il suo tempo. Allo stesso modo fissa il tempo anche del lettore. Poeta e lettore, con la loro unicità, rendono immortale ogni cosa. Non solo il reale. L’autenticità, la consapevolezza del messaggio unico al mondo, rendono immortale anche l’infinito». 

«La silloge - scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore - si muove tra la memoria, il senso del sacro e l’intimità di una voce che cerca, osserva, e si lascia attraversare dalla natura e dal tempo». Per Adele De Paolis, la poesia è la forma più sincera di comunicazione, una lente d’ingrandimento sulla sua personalità: un linguaggio personale, mai egocentrico, attraverso cui rielabora il proprio vissuto trasformandolo in immagini e parole capaci di parlare a tutti. «Condividere stati d’animo personali consiste nel dare la nota al lettore. Lui poi ci aggiunge il suo infinito, le sue note». 

“Spighe di grano” sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026.«Non ho pretese, se non la speranza di fare leggere qualche mia poesia, acquisire nuove conoscenze e avere un’esperienza formativa indimenticabile. Vorrei trasmettere il mio mondo interno, un infinito iperuranio che nasce da me e che spesso ho difficoltà a gestire. In questo, la poesia è la diga che fa uscire il flusso di parole». 

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