Martedì 25 novembre 2025 in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne, con Fiorella Cappelli, giornalista e poetessa, tra le socie fondatrici dal 2014 del Format ora Onlus Wall Of Dolls di Milano, ideato da Jo Squillo e noto anche come “Il Muro delle Bambole", un’installazione artistica permanente che vede il muro ricoperto di bambole a ricordare le vittime di violenza e presente all’estero e in varie parti d’Italia e dal 2017 anche a Roma, grazie al suo creatore Michele Baldi. Fiorella Cappelli, nella seconda parte dell’evento, diventato uno degli appuntamenti fissi e attesi al Teatro Tordinona di Roma, è riuscita a coinvolgere scrittori, artisti, attori e musicisti per un no concreto alla violenza di genere.
Sul palco sono intervenuti la conduttrice e modella Cristina De Felici, la poetessa e giornalista Michela Zanarella, l’attrice e performer Chiara Pavoni, Doris Gomez Rodriguez, fondatrice del Progetto “Donne per le Donne” con le attrici e modelle Francesca Stajano Briganti, Mirella Moretti, Carmela Barrionuevo, le poetesse Francesca Romana Rotella, Luciana Raggi, Loretta Liberati, Maria Emanuela Bianchi, Loredana Manciati, Luigia Serafini, la poetessa e performer Daria Sinpalabras, il poeta Federico D’Angelo Di Paola e il poeta Manuel De Prisco, il cantautore Giuseppe Cataldi, l’attrice Arianna Cigni, Sabrina Tutone, il cantautore Fabio Varrone, l’attore e regista Giuseppe Lorin.
Il Muro delle Bambole è un progetto collettivo, esprime l’impegno di chi crede nel valore dell’arte per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. Sono 85 le donne uccise per femminicidio da inizio 2025, la maggior parte in famiglia da chi diceva di amarle, è necessario parlarne, impegnarsi affinché si possa arrivare ad interventi concreti. Fondamentale è il lavoro sul territorio nazionale di tante organizzazioni e associazioni che si battono ogni giorno per invertire una realtà drammatica. Ogni vita è un dono, impariamo ad amarla e a rispettarla e a non cadere nell’indifferenza. 1522 è il numero antiviolenza e stalking, gratuito, sempre attivo, a cui si può rivolgere chi ha bisogno di aiuto. Esiste anche il gesto per salvare: un segnale silenzioso di aiuto che consiste nel piegare il pollice nel palmo della mano e chiudere le altre quattro dita a pugno. Facciamoci caso, interveniamo quando possibile.

