Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Diritti televisivi nel calcio: cosa sono e come funzionano

Condividi su:

Avete presente tutte le polemiche in merito a dove e come vedere le partite di calcio di oggi? Molti si lamentano del fatto che per vedere tutti i match della propria squadra del cuore, che magari gioca sia in Serie A che in Europa, deve sottoscrivere 3 o 4 abbonamenti. Ecco, questo dipende dai diritti televisivi.

Tanto disdegnati, oggi questi rappresentano una delle principali fonti di sostegno economico per club e organizzazioni. Grazie alla diffusione delle partite in TV e sulle piattaforme digitali, il movimento calcistico è potuto crescere, professionalizzarsi e raggiungere un pubblico globale. Ma che cosa sono esattamente i diritti televisivi e come vengono gestiti?

Per chi volesse saperne di più, su questo sito https://www.sportaza-italia.net/ ci sono alcuni approfondimenti.

Cosa sono i diritti televisivi

I diritti televisivi sono l’autorizzazione concessa da una lega, una federazione o un club ad un’emittente TV o ad una piattaforma streaming per trasmettere le partite. Chi acquista questi diritti paga una somma — spesso molto elevata — per ottenere l’esclusiva o la co-esclusiva delle immagini. In sostanza, chi detiene i diritti decide chi può trasmettere le gare e in che modo, definendo palinsesti, modalità di fruizione e spesso pacchetti commerciali.

I diritti TV hanno cambiato radicalmente il volto del calcio. Grazie ai ricavi generati i club possono investire in strutture, settore giovanile e staff tecnico, mentre le leghe riescono a organizzare tornei più professionali. La crescita delle piattaforme digitali ha poi ampliato il pubblico, offrendo nuovi modi di vedere le partite: streaming, on demand, multiscreen, replay immediati e chi più ne ha più ne metta.

Vendita dei diritti televisivi: distribuzione, gestione e modelli

La vendita dei diritti televisivi avviene attraverso una procedura strutturata, che può prevedere bandi ufficiali, offerte da parte delle emittenti, contratti pluriennali, diversificazione tra TV tradizionale e streaming. Dipende dalle aziende e dalle varie competizioni.

Le leghe stabiliscono pacchetti differenti: alcune partite possono essere date in esclusiva, altre suddivise tra più operatori, altre ancora rese disponibili in chiaro. Questa suddivisione ha lo scopo di aumentare il valore complessivo dell’offerta e, al tempo stesso, permettere a più broadcaster di partecipare alla distribuzione.

Ma come vengono gestiti? Una modalità è la vendita collettiva, la più diffusa nelle competizioni professionisti che. La lega o la federazione vende in blocco i diritti per tutte le squadre e poi distribuisce i ricavi secondo criteri predefiniti. In alternativa c’è la vendita individuale. In questo sistema è il singolo club a negoziare autonomamente i propri diritti. È però una modalità meno comune, perché rischia di aumentare il divario economico tra le squadre più ricche e quelle più piccole.

Per quanto riguarda i ricavi infine, la ripartizione varia in base alle regole della competizione. Generalmente però c’è una quota fissa per tutti i club, poi una componente basata sull’interesse generato e infine un premio legato ai risultati sportivi. Questo sistema mira a garantire stabilità economica, ma anche a premiare le società più seguite e competitive.

Condividi su:

Seguici su Facebook