In occasione dei 110 anni dalla nascita di Gigi Guadagnucci e del decennale dall’apertura del museo a lui dedicato, l’Amministrazione Comunale di Massa celebra il grande scultore con una mostra d’eccezione: “Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro. Conversazione sulla natura”, a cura di Mirco Taddeucci. L’esposizione, realizzata in collaborazione con Bruto Pomodoro, figlio di Gio’ Pomodoro e vicepresidente dell’Archivio a lui intitolato, si svolge presso il Museo Guadagnucci a villa Rinchiostra. Il progetto mette in dialogo due protagonisti della scultura italiana del Novecento, Gigi Guadagnucci, raffinato interprete del marmo con una carriera internazionale e Gio’ Pomodoro, maestro della forma e della tensione dinamica, originario delle Marche e milanese d’adozione. Entrambi, seppur con poetiche diverse, condividono un legame profondo con la natura e con il paesaggio apuano, dove hanno vissuto e lavorato a lungo. Il Sole, elemento centrale per entrambi, diventa una figura simbolica e regolatrice, al centro di un dialogo mai tentato prima.
L’allestimento, che sfrutta con equilibrio gli ambienti interni ed esterni del museo, propone 18 capolavori, tra cui 13 sculture, provenienti dalla collezione permanente e da prestiti pubblici e privati, e 5 disegni di Pomodoro, uno dei quali inedito. Le sale del piano terra ospitano numerose opere di Guadagnucci affiancate a quelle permanenti del museo, mentre il primo piano accoglie le sculture e i disegni di Pomodoro, accanto a tre opere significative di Guadagnucci, con prestiti d’eccezione dalla Fondazione Centro Matteucci e dalla collezione privata della moglie dell’artista.Tra le opere in mostra spiccano Liana, Rondine ed Etoile di Guadagnucci, e Folla, Sole Caduto per Galileo Galilei e Tracce di Pomodoro. Nel giardino storico della villa Rinchiostra, una scultura di Pomodoro interagisce con lo spazio verde, completando un percorso immersivo che invita alla riflessione sul rapporto tra arte e natura. Accompagnata dai testi critici dello storico dell’arte Paolo Bolpagni, la mostra d'arte evidenzia come Guadagnucci e Pomodoro, pur nella diversità dei linguaggi, abbiano saputo esplorare in profondità le potenzialità della materia; il primo spingendosi verso una levità quasi spirituale della forma marmorea, l’altro traducendo il movimento e le forze naturali in torsioni plastiche e tensioni strutturali. Ne emerge un confronto affascinante, che arricchisce il panorama delle iniziative estive del 2025 e offre al pubblico un’occasione unica per riscoprire due grandi interpreti della scultura del nostro tempo. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

