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"Kandisky, Picasso, Mirò et al. back in Lucerna"

Kunstmuseum, Lucerna, Svizzera, dal 5 luglio al 2 novembre 2025

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Quasi novant’anni dopo una delle mostre d'arte più coraggiose della storia dell’arte moderna, il Kunstmuseum di Lucerna torna a farsi crocevia di memoria, resistenza e bellezza con l’attesa esposizione "Kandinsky, Picasso, Miró et al. back in Lucerne", in programma dal 5 luglio al 2 novembre 2025. L’iniziativa ripercorre e rilegge la storica esposizione del 1935 “These, Antithese, Synthese”, che ebbe il merito, e l’azzardo, di portare al pubblico svizzero opere di artisti già allora bollati come “degenerati” dal regime nazista. In un’Europa attraversata da venti di censura e oppressione ideologica, il neonato museo lucernese compì allora un atto di sfida: ospitare maestri delle avanguardie come Kandinsky, Klee, Miró e Picasso, disconosciuti dalla Germania di Hitler, significava affermare un’alternativa culturale, morale e politica al dilagare del totalitarismo. Oggi, quella stessa scelta viene riletta e celebrata come un gesto fondativo per l'identità del museo e un punto di riferimento per la storia dell’arte del Novecento. Frutto di oltre cinque anni di ricerche, la mostra 2025, curata da Fanni Fetzer, presenta numerose opere effettivamente esposte nel 1935 o ricostruite con sostituti credibili, in un rigoroso lavoro di filologia visiva. Il risultato è una panoramica straordinaria sull’arte europea tra gli anni Venti e Trenta: dipinti, sculture e disegni provenienti da grandi musei internazionali e collezioni private ricostruiscono l’energia e la complessità delle avanguardie. Accanto ai nomi noti, Wassily Kandinsky, Pablo Picasso, Joan Miró, Paul Klee, Fernand Léger, Hans Arp, Alexander Calder, Georges Braque, Giorgio de Chirico, Piet Mondrian, Alberto Giacometti, Jean Hélion, Max Ernst, l’esposizione riscrive in parte la narrazione dell’evento del ’35. All’epoca, infatti, solo Sophie Taeuber-Arp fu presente come artista donna, mentre altre furono escluse, Barbara Hepworth in primis. Proprio per colmare questa lacuna, la mostra d'arte attuale dedica un ampio spazio alle pioniere dell’arte moderna, restituendo voce e visibilità a chi fu marginalizzato dalla storiografia ufficiale. Tra i capolavori esposti spiccano "Peinture" (1925) di Miró, "Durchgehender Strich" (1923) di Kandinsky, "Head: Study for a Monument" (1929) di Picasso, "Tête-crâne" (1934) di Giacometti e "Large and Small Form" (1934) di Hepworth. Presente anche un prezioso dipinto dalla collezione Rosengart: "Boîte à lait et citron" (1879–80) di Paul Cézanne. Oltre al prestigio artistico, la mostra assume un’importante valenza critica e politica. In un tempo in cui tornano a farsi sentire nuove forme di censura e polarizzazione, l’esposizione lucernese diventa una piattaforma di riflessione: sull’arte in tempi di crisi, sulla costruzione dei canoni estetici, sull’invisibilizzazione sistemica di certe voci. Un ricco programma di eventi pubblici, visite guidate, attività didattiche e un catalogo illustrato edito da Skira ampliano il raggio d’azione della mostra oltre la dimensione museale. L’evento lucernese si pone inoltre in ideale dialogo con un’altra grande esposizione del 2025, “‘Degenerate’ Art. Modern art on trial under the Nazis”, ospitata al Musée Picasso di Parigi tra febbraio e maggio: due momenti espositivi che, da prospettive diverse, riaprono il confronto su uno dei periodi più bui per la libertà creativa in Europa.
"Kandinsky, Picasso, Miró et al. back in Lucerne" non è solo un omaggio a una stagione irripetibile dell’arte moderna, ma anche un segnale forte del presente: che l’arte, ancora oggi, può essere atto di coraggio, testimonianza e resistenza. Nota descrittiva del Prof. Mario Carchini, docente dell'Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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