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Mostra d'arte: Tullio Cralli. L'evoluzione del Volo

Museo Storico dell' Aeronautica, Vigna di Valle (RM), fino al 13 luglio 2025

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Nel cuore storico dell'Aeronautica Militare, tra le suggestive sale di Palazzo Aeronautica e le ampie navate del Museo Storico dell’Aeronautica Militare,  prende vita una mostra d'arte che è molto più di una retrospettiva: “Tullio Crali. L'evoluzione del volo” è un omaggio vibrante al genio visionario di uno degli artisti più emblematici del futurismo italiano. Per la prima volta, una rassegna interamente dedicata a Tullio Crali (1910–2000) racconta l’evoluzione del suo linguaggio pittorico e, insieme, l’immaginario del volo che attraversa il Novecento. Con oltre 80 opere tra dipinti, diari, fotografie e materiali d’archivio, il percorso espositivo ripercorre cronologicamente le tappe fondamentali della produzione dell’artista, dall’esuberanza giovanile ai tributi maturi alle Frecce Tricolori. Crali fu un protagonista della corrente dell’aeropittura, nata in seno al futurismo, e tra i pochi a rimanere fedele ai suoi principi fino alla fine del secolo. Affascinato fin da giovanissimo dalle visioni dinamiche e moderne della macchina volante, Crali si avvicina al movimento di Marinetti negli anni Venti. Nel 1929 riceve la risposta che gli cambia la vita: Marinetti in persona lo accoglie nel Futurismo, riconoscendo il suo talento e la sua affinità con la poetica del volo.
Le opere giovanili, acquerelli e primi oli su tela, colpiscono per l’energia delle prospettive ardite e l’esplosione cromatica. In Incuneandosi nell’abitato (1939), una delle opere più iconiche, l’artista esalta l’adrenalina della picchiata aerea e l’intersezione tra cielo e città con un linguaggio che ancora oggi appare sorprendentemente moderno. Nei dipinti degli anni '30, le linee sinuose evocano la tensione plastica e l’armonia prampoliniana, fondendo la ricerca metafisica con la tecnologia aeronautica. “Crali è stato un attento e preciso cronista del suo tempo, animato da una profonda sensibilità. La sua arte ha saputo raccontare il Novecento con uno sguardo unico, capace di mitigare gli orrori della guerra e avvicinare il grande pubblico all’aeropittura”, ha dichiarato il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. “Arte, architettura, emozioni, modernità, innovazione e volo: questa mostra d'arte è la sintesi caleidoscopica di tutto ciò che rappresenta l’Arma Azzurra.” Il percorso si chiude con le opere della fase tarda, dedicate alle Frecce Tricolori, tra cui spicca un trittico concesso in prestito permanente dalla famiglia Crali all’Aeronautica Militare. I lavori provengono da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui la Regione Veneto e la Camera di Commercio della Venezia Giulia. Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, la proiezione del documentario “L’aeroplano di Marinetti”, diretto da Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà, prodotto da ARTE.it Originals con Rai Cultura: un viaggio visivo nella genesi dell’aeropittura, tra utopia tecnologica e slanci poetici. In un’epoca di droni e voli suborbitali, Crali ci ricorda con forza che l’uomo ha sempre guardato il cielo non solo per dominarlo, ma per raccontarlo e lo ha fatto, in questo caso, con la potenza espressiva e stilistica di chi ha saputo trasformare l’aria in arte. Nota critica del Prof. Mario Carchini, docente dell' Accademia Statale di Belle Arti di Carrara.

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