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Arte, il Medardo Rosso perduto e ritrovato

Il bronzo era stato rubato alla Gnam

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Non solo paranoia, anche metanoia. Ormai lo sappiamo: di fronte all’arte non esiste solo la sindrome di Firenze detta anche sindrome di Stendhal, il senso di mancamento e vertigine che coglie il visitatore  ipersensibie di un luogo d’arte alla visione di un quadro o di una scultura; esiste anche la sindrome di New York, il senso di pentimento che attanaglia il ladro di un’opera d’arte e che lo spinge, prima poi, a restituirla. Com’è successo a New York nel luglio 2012, quando un ladro trafugò abilmente una tela di Dalì da una galleria in Maison Avenue per poi restituirla qualche tempo dopo, via posta. Allora si disse che la restituzione fu motivata anche dal fatto che era diventato difficile piazzare la refurtiva sul mercato, ma, alla fine, oggettivamente, ciò che conta è che per il ladro quell’opera d’arte da centomila euro era diventata un peso, di cui liberarsi al più presto. La sindrome di New York ha colpito anche a Roma,  alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM). Qui per qualche giorno, ai primi di dicembre, il “Bambino malato”, bronzo del 1895 di Medardo Rosso, sembrava svanito nel nulla. È stato ritrovato il 7, ma non è che fosse finito in capo al mondo: per i carabinieri che indagavano, infatti, è stata una magnifica sorpresa ritrovare l’opera… in un armadietto dello stesso museo. Le ipotesi sono due: che il ladro, in realtà, non sia mai uscito dal museo con quel bronzo (e che, dunque, in pratica, lo abbia solo spostato da un punto all’altro della Galleria), oppure che quello, preso, appunto, dal “pentimento”, lo abbia riportato indietro ma non sia riuscito a rimetterlo esattamente al suo posto. E che dunque si sia separato dal “Bambino malato”come fosse una specie di bambino non riconosciuto.
La testa di Rosso oggetto del furto appartiene al periodo parigino dello scultore torinese, durante il quale egli venne a contatto con gli artisti impressionisti. Il suo valore è stimato sui cinquecentomila euro.

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