Il TeatroArciliuto e… “La Grande Favola della Lingua Italiana” da Federico II° al Novecento

Una bellissima favola raccontata attraverso le maggiori lingue dialettali

pubblicato il 19/11/2014 in Arte e Cultura da Franca Nocera
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Franca Nocera

“La grande favola della lingua italiana” è cominciata con l’idea di Federico II di un progetto di saggezza culturale, ovvero quello di unire tutta l’Europa in una unica lingua, quella Italiana. Per renderla viva l’Imperatore Federico fondò due nuove  Università, una a Palermo ed una a Napoli che ancora porta il suo nome, ne esistevano già due precedenti una a Bologna ed una in Germania ad Heidelberg. Una spina dorsale di evoluzione culturale per tutte le popolazioni sotto le sue direttive. Un suo decreto imperiale imponeva l’uso della nuova lingua per tutte le arti, ovvero:”letteratura, filosofia, musica, pittura, scultura, teatro, su tutto il territorio europeo e localmente l’uso delle altre.” Alla sua morte però,  le lingue locali ripresero le loro radici inserendo nel parlato quel volgare che ne facilitava la comprensione.
Dopo novecento anni nel 1997 quel decreto imperiale ancora in vigore è stato sostituito con la lingua inglese per una necessità di evoluzione tecnologica e attualmente si sta inserendo nella nostra lingua Italiana, con lo stesso motivo politico. Il progetto “Europa “ però ha inserito nella nostra moneta più piccola, il centesimo, in memoria di quel progetto di grande civiltà, ”Castel del Monte“  il simbolo di quel Federico II.


Il “c’era una volta… inizia da lì… e alla fine…?” Tutti i martedì sera, a partire dal 25 novembre, dalle ore 20.30, il Teatro Arciliuto (Piazza di Montevecchio 5 –  Roma) ha il piacere di presentare un nuovo viaggio nell’Arte e nella Musica con lo Spettacolo : “La Grande Favola della Lingua Italiana”, da Federico II° al Novecento,
Per prenotazioni tel.  06 6879419 o al mobile 333 8568464

ENZO SAMARITANI
Nel cuore di Roma il Teatro Arciliuto tutti i giorni da vita a serate indimenticabili e coinvolgenti: grande perno è Enzo Samaritani – nonché padre e fondatore dell’Arciliuto – poeta, compositore, cantante di una tradizione letteraria preziosa; egli non ha mai abbandonato l’identità di questo teatro, portando avanti una ricerca dedicata alla bellezza insieme a un’appassionata campagna in difesa delle lingue e dei dialetti.
Enzo Samaritani ha improntato la sua vita alla salvaguardia della nostra identità culturale, lottando contro un’omologazione sempre più diffusa e preoccupante; ha portato avanti con amore e dedizione una ricerca accurata e approfondita affinché le nostre radici culturali e linguistiche non andassero perdute bensì preservate e tutelate. Ha intrapreso numerosi viaggi all’estero divenendo promotore e diffusore della nostra poesia e musica; attento alla bellezza e all’estetica della composizione ha sempre ricercato “la nota naturale corrispondente alla melodia del verso” in difesa dei suoni della lingua italiana, ormai sgretolata in questo periodo di consumismo e di imitazioni culturali. Così la poesia italiana, per la prima volta tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, suona nel mondo versi cantati di Cielo d’Alcamo, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Foscolo, Pascoli, Leopardi, Belli, Trilussa, oltre alle poesie originali dello stesso Enzo Samaritani.
Assistere a uno spettacolo di Enzo Samaritani ha in se qualcosa di estremamente magico e prezioso, un evento pregno di significato e sensazioni che condurrà il suo pubblico in un viaggio senza tempo assaporando poesia, musica e storia tra ilarità e buona compagnia.
L’accogliente Salotto Musicale dell’Arciliuto prende vita grazie all’estro di Enzo Samaritani, con un incontro/concerto di grande rarità e bellezza. Il “nostro poeta” con le sue parole, i versi cantati, aneddoti personali e non, ammalierà i suoi uditori conducendoli, attraverso una “lezione” del tutto originale e accattivante, alla riscoperta delle proprie origini culturali e linguistiche facendosi promotore e “istituzione” di riferimento per la diffusione dei valori e delle radici della cultura e della lingua. È così che l’incontro/ascolto di Enzo Samaritani diventa fondamentale e formativo per le giovani generazioni e non solo, in quanto detentore di un bagaglio culturale raro e indispensabile.
In un momento di così grande confusione, di perdita di valori e smarrimento di un’identità culturale, l’operato di Enzo Samaritani si presenta a Noi come un tesoro inestimabile, come un’arma adatta a combattere per riappropriarci di quanto abbiamo perduto negli anni, di quell’anima, quel calore, magia e musicalità che è propria della nostra lingua e cultura; riscoprire le nostre radici culturali per poter così rigenerarci.

 

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