John Fields (1863-1932), matematico canadese, dedicò la sua vita alle funzioni algebriche, ma, esattamente come è accaduto al chimico svedese Alfred Nobel (1833-1896), il suo nome resta legato, piuttosto, al premio che istituì. E così, se il premio Nobel dal 1901 consacra i grandi della Scienza (medicina, chimica, fisica), della Letteratura, dell’Economia e i paladini della Pace, la Medaglia Fields ogni quattro anni dal 1936 è, per i matematici under 40, l’anticamera dell’olimpo in cui risiedono i signori dei numeri.
Nell’albo d’oro del trofeo numismatico col profilo di Archimede, però, fino ad oggi non era mai successo che venisse iscritto il nome di una scienziata. Eco perché l’affermazione , mercoledì 13 agosto, di Maryam Mirzakhani, professoressa a Stanford, è un evento di portata storica. La Mirzakhani, trentasettenne americana di origine iraniana (è nata a Teheran nel 1977), si è aggiudicata la medaglia di Archimede, e i 15.000 dollari canadesi connessi, per i suoi studi sulla geometria delle forme inusuali. In particolare, il suo merito è quello di aver dato un contributo originale al calcolo del volume di oggetti con superfici iperboliche, ad esempio la sella dei cavalli. Con lei sono stati premiati il franco-brasiliano Artur Avila, direttore del Centro nazionale di ricerca scientifica di Parigi, l’indiano-canadese Manjul Bhargava, professore a Princeton, e Martin Hairer, matematico austriaco docente a Warwick (Regno Unito).

