L'ultimo volo di Antoine Saint-Euxupéry

70 anni fa la tragica scomparsa dello scrittore aviatore

pubblicato il 31/07/2014 in Arte e Cultura da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Cosa è successo settanta anni fa, poco dopo la mezzanotte del 31 luglio 1944 sul mare di fronte alla regione francese della Provenza, al pilota Antoine Saint-Euxupéry,  celebrato scrittore, poeta e aviatore? Saint-Euxupéry, già conosciuto creatore de “Il piccolo principe”, stava effettuando l'ultima delle cinque missioni di ricognizione ad esso affidate dal comando aereo americano, che consistevano in fotorilevamenti delle zone occupate dalle truppe tedesche, a bordo del suo Lockheed  F-5, un velivolo appositamente attrezzato per il volo ricognitivo, quando egli si imbattè in un aereo caccia tedesco, in volo proprio per contrastare le missioni aeree di ricognizione. Qui nasce la controversia, storica e personale, sullo scrittore francese, che vede due versioni sulla sua tragica fine. In un crescendo emozionale, cercando “un suicidio estetico”, come additato da molti, Saint-Euxupéry, che volava almeno mille metri sopra l'aereo tedesco al riparo da possibili agguati, si gettò in picchiata contro il nemico per provocarlo e ottenere che reagisca, mitragliandolo e spezzando il suo volo fino a farlo inabissare in mare, senza che il pilota abbia tentato un'espulsione. La conclusione, alla quale sono arrivati in molti è scaturita dalle dichiarazioni di suoi commilitoni, come il pilota Jules Roy e dalle lettere, spedite prima dell'ultima missione, dove dichiarava che “se fossi abbattuto non avrei rimpianti” e “ho già rischiato quattro volte di morire in volo: mi è del tutto indifferente”, nonché dal referto di volo dei piloti tedeschi Robert Heichele e Hochel, che ammettono l'incauta picchiata del pilota francese, peraltro a sua volta dibattuta, perchè non si sa se scaturita dalla sua precisa volontà oppure da un malfunzionamento della maschera di ossigeno, che esso non sarebbe riuscito da solo a riparare, facendogli perdere il controllo del velivolo. Di altro avviso il pilota, poi famoso giornalista, tedesco Horst Rippert, che in seguito ad indagini effettuate dal sub Luc Varnell, autore del ritrovamento nel 2004 dell'aereo di Saint-Euxupéry (ma senza traccia alcuna del suo corpo) e il giornalista Jaques Pradel. Rippert ha ammesso di aver avuto nel mirino il famoso scrittore francese perchè viaggiava a circa tremila metri sotto di lui e di averlo inseguito fino a mitragliarlo “sulle ali, risparmiando la cabina” e di averlo visto inabissare, senza nessun tentativo di salvataggio. Non molto tempo dopo Rippert seppe che Saint-Euxupéry, proprio colui che con i suoi scritti lo aveva iniziato al volo, era ai comandi dell'aereo da egli abbattuto ma di non averne fatto menzione per 64 anni, fino all'indagine dei due francesi che ha portato a lui. Storie differenti, in cui senz'altro si annida la verità, al solito nel mezzo alle testimonianze e riscontri, che a distanza di settanta anni contribuiscono a quell'alone, misterioso e romantico, che Antoine Saint-Euxupéry, con i suoi magistrali scritti, come “Corriere sud” (1929) o “Pilota di guerra” (1943) ma sopratutto “Il piccolo principe” sempre nel 1943, che lo farà entrare per sempre nella letteratura mondiale. Qualunque sia stato il suo destino egli ci ricorda di averlo vissuto fino in fondo, come di essere stato l'artefice dello stesso, affascinando ancora oggi migliaia di lettori.

 

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