Giovanni Floris al Festival dell'Argentiera.

Uta, 19 luglio 2014.Flavio Soriga ha dato inizio alla 7° edizione del festival letterario “Sulla terra leggeri”. Prossime tappe Alghero, Sassari e Argentiera.

pubblicato il 20/07/2014 in Arte e Cultura da Veronica Murru
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Veronica Murru

Lo scrittore sardo Soriga ha dato il via quest'anno al festival itinerante dell'Argentiera nel suo paese natale: Uta.
Tra i volti noti del mondo del giornalismo italiano, hanno partecipato i conduttori radiofonici Giorgio Zanchini e  Marino Sinibaldi, quest'ultimo dal gennaio 2014 presidente del teatro di Roma. I giornalisti Giacomo Mameli e Fernando Masullo hanno poi intervistato l'ex conduttore di Ballarò, Giovanni Floris.

Al tramontare del sole nella piazza antistante la bellissima Chiesa romanica campestre di Santa Maria di Uta, Flavio Soriga ha salutato la modesta ma interessata platea di spettatori, dando inizio alla sua prima edizione in campidano del festival letterario tra i più importanti della Sardegna .
La serata si è articolata in quattro momenti. La prima dominata dalla comicità sarda di Massimiliano Medda e Alessandro Pili de “La pola”, i quali non hanno mancato di rivolgersi ironicamente verso l'europarlamentare sardo Renato Soru, presente in platea. Ad accompagnare i due comici c'era anche il regista de “L'Arbitro” Paolo Zucca.
E' stata poi la volta del dialogo tra i due radio-conduttori Zanchini e Sinibaldi, ai quali Carla Froghieri faceva da moderatore sui temi della filosofia e dei media.
Ormai con in cielo stellato, la piazza si era, da un po',  riempita in attesa dell'intervista a Giovanni Floris.
I due giornalisti hanno insistito soprattutto su due punti fondamentali: l'uscita del suo primo romanzo “Il confine di Bonetti” e il passaggio a breve alla rete televisiva di Urbano Cairo.
G. Mameli comincia punzecchiando Floris sul tema delle “notti magiche”, sul quale il giornalista romano inizialmente ironizza chiedendosi dove prendano la forza certi politici per affrontare le mattine di lavoro successive. Tra il sarcasmo però lo dice a chiare lettere: “rappresenta un aspetto  della decadenza della classe politica”.
Ma di cosa parla il romanzo? Parla di un gruppo di amici, gli amici di sempre che sono cresciuti negli anni '80, quando ancora giovani, non avevano paura di superare i limiti . Parla di Ranò e dell'amicizia con Bonetti, ricordando le bravate commesse senza timori e quei momenti in cui era ancora capace di superare il limite.
Ma cosa è il confine di Bonetti? E' quella linea che separa il bianco dal nero, quello che si può e non  si può fare. Le generazioni di coloro che si immaginano qualcosa di diverso e hanno la sensazione di poterlo diventare.”Ognuno è un po' Ranò e un po' Bonetti”, dice Floris sostenendo che comunque il romanzo non è autobiografico ma che c'è un po di lui e un po' di quella generazione anni '80. E nel momento più introspettivo di Floris, escono fuori le idee più semplici ma reali: “ La vera forza di ognuno di noi è che non ci si è interessati subito di letteratura, politica, economia. Prima si è vissuto con profonda leggerezza e poi verso la scoperta del mondo di quando ci si stava costruendo un mondo".
Quale è stato il successo di Ballarò, chiede Masullo e Floris risponde: “la buona fede. Non si è mai riversato i problemi sulla politica, piuttosto si è partiti dai problemi concreti chiedendo alla politica come li avrebbero risolti".
Cosa ci dobbiamo aspettare dal passaggio a La 7?  Il contratto di Giovanni Floris sarà per 5 anni e l'accordo editoriale consiste in una striscia quotidiana pre tg e l'immancabile martedì sera in prima serata. Il resto è ancora top-secret.
L'abbronzatissimo Floris lascia il palco ai reading di Claudio Morici e Giovanni Peresson, anticipandoci il progetto di un altro romanzo: “ Ormai sono entrato nel trip” dice ridendo.

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