San Nicola da Tolentino prende il nome dal celebre patrono di Bari, che benedisse i suoi genitori con la nascita di un santo figlio.
La storia di San Nicola da Tolentino inizia prima della sua nascita. I suoi genitori erano due marchigiani anziani e benestanti signori del XIII secolo. Purtroppo, nonostante l'intensa preghiera e i continui tentativi, i due non riuscivano ad avere figli.
Nonostante ciò, non si arresero mai e mai si rivolsero a santoni e maghi dell'ultim'ora per soluzioni rapide e sacrileghe: non persero mai la speranza, anche in età avanzata, e continuarono a riporre fiducia in Dio.
Un giorno si recarono in pellegrinaggio all'altare di San Nicola di Bari e appassionatamente pregarono il Santo pugliese. Dopo pochi mesi, il miracolo: aspettavano un bambino, a cui dettero il nome di Nicola.
La loro benedizione non si fermò alla semplice nascita del figlio: più il bambino cresceva, e più si mostrava come un giovane buono e pio, sempre attento a mettere gli altri prima di sé stesso.
Adolescente, un giorno Nicola assistette alla messa di un eremita agostiniano, che sul pulpito recitò un passo del Vangelo: "Cosa giova all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l'anima sua? Chi vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". A quelle parole, il futuro Santo scoppiò in lacrime: era la sua chiamata. Pregò l'eremita di accoglierlo nel suo Ordine e partì con lui.
Entrò nell'Ordine degli eremitani di Sant'Agostino e fu fatto sacerdote a 18 anni. In convento si dedicava ai lavori più umili, perché non perse mai l'indole di mettere i suoi desideri dopo quelli degli altri. Fu anche un mistico: molte fonti lo ritraggono in lacrime davanti all'altare, in una partecipata conversazione con Dio.
Dopo un periodo in monastero si recò nell'eremo di Tolentino, dove interrompeva la preghiera solo per predicare tra la gente. Fu molto amato e intorno a lui le folle si radunavano, le sue parole erano un balsamo per gli oppressi e una frusta di umiltà per i devoti ricchi signori. I miracoli a lui attribuiti sono innumerevoli.
Purtroppo San Nicola era molto debole di costituzione. Egli attribuiva il suo malessere al diavolo, che cercava di minarne la fede. Un giorno si racconta che, preso dal delirio delle febbri, la Madonna andò a fargli visita.
La Vergine esortò il Santo a intingere del pane in dell'acqua e a mangiarlo: così sarebbe guarito. E così fu. Nicola da quel giorno distribuì il suo pane benedetto, e i malati guarirono.
San Nicola morì il 10 Settembre del 1305.
La tradizione del Pane di San Nicola da Tolentino si diffuse presto dopo la sua morte, e molti furono i miracoli che a lui vengono attribuiti. Papa Eugenio IV riconobbe il miracolo come reale, e scrisse per la benedizione una formula speciale.
Si racconta che nel 1601 ci fu una violentissima pestilenza, che devastò la città di Cordova. Il flagello non si fermava e, arrivato il giorno di celebrazione di San Nicola di Tolentino, il governatore non volle rinunciare al rito tradizionale della distribuzione del pane santo, confidando nell'intercessione di Dio.
Fu così che si mise in marcia un'imponentissima processione. La statua di Gesù e quella di San Nicola venivano portate a spalla, e dietro i chirichetti e i chierici i cittadini questuavano. Dietro di loro, un po' distanti, c'erano i malati ancora in grado di deambulare.
Arrivati in piazza, ci si dispose per la distribuzione del Pane Santo. Un padre agostiniano prese la statua del Santo e andò ad inginocchiarsi davanti al crocefisso. Nel momento in cui il volto di San Nicola arrivò all'altezza dei piedi di Gesù, questi si mosse prodigiosamente, e li baciò.
La folla rimase in silenzio a guardare il miracolo, e la speranza rialbergò nei loro cuori. Quando la statua del Santo tornò all'altezza del crocifisso, un altro prodigio: Gesù staccò le mani inchiodate dalla croce, prese il volto della statua di Nicola tra le sue mani, e lo abbracciò.
L'entusiasmo allora divampò, e quando il pane benedetto fu distribuito tra i malati, questi subito sentirono la forza tornare nelle membra. Tre mesi passarono, e il morbo fu completamente debellato.
San Nicola da Tolentino è un Santo amatissimo, il suo culto si è diffuso in tutto il mondo. Viene invocato in favore dei naufraghi, dei carcerati e degli indemoniati: fu infatti anche esorcista.
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