“Mentre il rigore morale e l’onestà non sono contagiosi, l’assenza di etica e la corruzione lo sono, e possono moltiplicarsi esponenzialmente con straordinaria velocità.”
Andrea Camilleri è morto nel 2019, a 93 anni. E' stato uno scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e regista teatrale italiano. Il successo lo ha raggiunto con la pubblicazione delle avventure del Commissario Montalbano. Ha scritto più di 100 opere tradotte in 30 lingue, vendendo più di 10 milioni di copie. Nacque a Porto Empedocle in provincia di Agrigento. A guardarlo da ragazzo non si sarebbe mai indovinata la sua indole da scrittore: fu un ribelle vivace, come racconta lui stesso. Fu espulso dal Collegio Vercovile Pio X per aver lanciato delle uova contro un crocifisso. La sua famiglia era povera, e per questo vivevano in una casa di due stanze freddissima. In cerca di torpore, il giovane cercava rifugio nella Biblioteca Comunale, dove iniziò a leggere e scrivere. Nel 1947 inizia il suo interessamento alla scrittura. Scrisse tantissimo e su ogni tema, anche su quello politico, dato che dal 1945 fino alla morte fu iscritto al PCI. Camilleri è stato uno scrittore parecchio metodico, talmente metodico da arrivare a ideare un sistema geometrico-matematico per determinare il numero di pagine da usare e ambienti da descrivere. Inizialmente le sue opere furono scritte in italiano, ma poi sentì l'esigenza di inventare un linguaggio caratteristico, completamente personale: è il linguaggio che troviamo in molte sue opere teatrali e nei suoi libri, il misto italiano-siciliano, equilibrato e mai incomprensibile, che fece tornare alla ribalta il dialetto come lingua dialettale.

