Santa Rosalia è molto amata in Sicilia e soprattutto a Palermo, dove la gente si saluta dicendo "Viva Palermo e viva Santa Rosalia!". Come quella di molti santi, anche la vita della Santa di oggi è colorata da folklore, tradizione e leggenda, nonostante le incontrovertibili testimonianze sulla sua vita.
Rosalia nacque nel XII secolo in una famiglia nobile; suo padre era Sinibaldo, signore di Quisquina, discendente addirittura da Carlo Magno. Fu educata alla più pia tradizione cattolica: la Santa ebbe la fortuna di vivere sotto il dominio Normanno, che restaurò il cristianesimo dopo due secoli di dominazione araba.
Il padre la mandò al Palazzo dei Normanni a Palermo come dama di compagnia della moglie di re Guglielmo I di Sicilia. La sua virtù e la sua bellezza attirarono diversi uomini a palazzo, ma Rosalia già conosceva il suo destino: essere sposa di Cristo.
In quel periodo era molto diffusa la vita eremitica, e Rosalia la scelse senza nessun tentennamento. Si trasferì in una grotta a novanta chilometri da Palermo, nel feudo del padre. Si trovò un posticino vicino ad un monastero, da cui poteva sentire i monaci cantare e dir messa.
Racconta la leggenda che un giorno, mentre Rosalia pregava, le apparve un angelo che l'avvisò dell'arrivo dei genitori. Così la Santa partì ancora, non senza aver inciso con un sasso un messaggio, prova della sua esistenza: "Io, Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e di Rosa, per amore del Signore mio Gesù Cristo scelsi di abitare in questa grotta".
Si trasferì sul Monte Pellegrino, accanto ad una chiesetta bizantina e vicino ad un convento Benedettino.
Così visse la sua vita, tra preghiera, visioni mistiche e punizioni. Morì molto giovane, a 35 anni.
Si racconta che la sera in cui morì il cielo di Palermo si illuminò a giorno. Una pastorella che sovente le portava pane e latte corse sul monte Pellegrino e, non trovandone il corpo, annunciò a tutti la sua ascesa al cielo. Era il 4 Settembre 1165.
La Sicilia ha una devozione particolare per le Sante. Sono tre le patrone più importanti: Santa Lucia di Siracusa, Santa Agata di Catania e infine la nostra Santa Rosalia. Le prime due furono martiri al tempo dei romani; la loro venerazione è antica e radicata. Rosalia era una "semplice" asceta, eremita e vergine.
Perché allora la devozione per Santa Rosalia è così profonda da competere e quasi superare le due Martiri?
Probabilmente la ragione è da ricercarsi nei miracoli, avvenuti durante e dopo la sua vita, e alle reliquie ritrovate.
Nel 1624, una donna molto malata vide in sogno una ragazza vestita di bianco, che le disse di recarsi subito al Monte Pellegrino e bere da una sorgente. Così la donna fece; accompagnata da due amiche si recò nel punto indicato e bevve dalla fonte. Subito sentì le forze ritornarle nel corpo. Quindi rivide la ragazza, e finalmente la riconobbe: era Santa Rosalia, e le stava indicando il punto dove avrebbe trovato i suoi Santi resti.
La donna riferì della visione ai monaci del convento vicino, che già da tempo cercavano le reliquie della Santa. Ripresero le ricerche e pochi mesi fu trovato un masso con delle ossa calcificate.
L'analisi delle ossa fu inconcludente; inizialmente non vennero attribuite ad una donna. Nel frattempo però scoppiò la peste, e il Cardinale della città radunò i fedeli nella cattedrale, e insieme fecero voto di devozione a Santa Rosalia, nominandola patrona di Palermo.
Contemporaneamente, due muratori palermitani che lavoravano al convento di Santo Stefano (vicino al primo nascondiglio della Santa) trovarono le incisioni che Rosalia lasciò.

Si racconta che un uomo che aveva perso la moglie per la peste partì da Palermo, passando dal Monte Pellegrino. Lì ebbe vide in visione Santa Rosalia, che gli predisse la morte e che gli ordinò di dire al Cardinale di accettare quelle ossa come reliquie e di trasportarle per tutte le strade della città : solo così la peste sarebbe stata sconfitta.
Tornato a Palermo, l'uomo si ammalò di peste e, prima di morire, confidò al Cardinale ciò che la Santa glia aveva detto. Nel frattempo, le ossa erano state riesaminate e si era scoperto che era stato il calcare a far sembrare le ossa più grandi: si era stabilito quindi che quelle erano le ossa della Santa.
Le sante spoglie furono fatte sfilare per la città , e la peste scomparve.
Conoscendo tutta la storia è facile capire come mai i palermitani siano così devoti alla "Santuzza", come la chiamano affettuosamente. Santa Rosalia fu una giovane potente in Cristo, sia nella vita che nella morte. Sotto la sua venerazione si riunisce tutta la comunità cattolica siciliana.
PREGHIERA. Esaudiscici o Dio, nostro Salvatore affinché come ci rallegriamo per la festa della beata vergine Rosalia, così veniamo ammaestrati nella vera devozione.

