La cattiveria e la brutalità non hanno epoca, non subiscono il processo dell'evoluzione, non mutano con il cambiamento dei tempi, rimangono lì, annidate all'interno dell'animo umano di ogni generazione perché sono parte integrante dell'essere vivente...
La tragedia Otello di William Shakespeare è stata composta all'inizio del '600 dello scorso millennio ma fa parte di quelle cose che non hanno età , che non potranno mai morire perché le si riesce sempre ad attualizzarle.
La prima della tragedia Shakespeariana è stata rappresentata ieri sul palco del Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti, arena al'aperto nel cuore di villa borghese, polmone verde della Capitale italiana.
Basterebbe già la location e la frizzantina aria di fine agosto per comprendere quanto certe cose non possano mai cambiare, il bello come il brutto si adeguano ai mutamenti, ma rimangono sempre lì, minacciando di venire fuori in ogni momento.
La tragedia del bardo inglese racconta la storia di un amore, che qualche anno fa avremmo definito "misto", tra Desdemona (Maria Chiara Centorami) nobile fanciulla veneziana e Otello (Maurizio Donadoni), un moro avventuriero proveniente dall'Oriente che nella Venezia del '600 suscita il fascino misto al mistero che scaturisce l'ignoto esotico.
Sebbene questo amore non venga accettato dal padre di Desdemona quest'ultima rinuncia alla sua vita quotidiana per seguire le orme di quello che diventerà suo marito. Una volta sposati, Otello chiude con l'avventura e diventa un apprezzato condottiero militare fino a ricoprire il ruolo di governatore dell'isola di Cipro (siamo nell'epoca in cui Cristiani e Musulmani si facevano guerre sanguinose), Otello si dimostra un buon amministratore e un affabile marito che viene ricambiato nel suo amore dalla moglie.
Sembra una storia a lieto fine quando all'interno di questo amore il male viene seminato dalla lingua e dal veleno taglienti di Jago (Paolo Sassanelli), ufficialmente il servitore di fiducia di Otello, che brama alle spalle di tutti riuscendo a far scoppiare la guerra e alimentare il fuoco della discordia e della calunnia fra le persone in pace.
Jago tesse la tela dell'inganno e riesce a mettere dubbi circa l'amore di Desdemona nei confronti di Otello, il tutto per ottenere esclusivamente vantaggi personali, il fine del denaro è sempre il più vile.
La storia si svilupperà con sempre più sottotrame velenose fino a fare uscire di senno chiunque abbia avuto a che fare con il tessitore malvagio. Desdemona verrà uccisa brutalmente da Otello accecato dalla gelosia instillita dalla lingua di Jago, ma quando il marito scopre la verità si toglie la vita maledicendo l'autore della sua rovina.
In due atti si viene travolti dal vortice delle passioni più infime, quelle che non hanno sesso, colore o religione.
Non a caso, anche il finale è quanto mai attuale, la morte di una donna indifesa sopraffatta dalla forza bruta accecata dalla gelosia, la maschia prevalenza sull'innocente vittima.
Il palco è quasi privo di scenografia ma durante la tragedia sono presenti dei sottofondi musicali angoscianti che trasportano lo spettatore ovunque la tragedia voglia trasportarlo, all'interno di lui stesso.
La regia è di Marco Carniti.
Otello di William Shakespeare è in scena al Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti di Roma fino al 17 settembre.
(Foto Carla Calabrò)

