San Lorenzo è uno dei santi più amati dalla religione cattolica. La sua venerazione coincide con la notte in cui, per tradizione, gente da tutto il mondo alza lo sguardo al cielo nella speranza di veder cadere una stella.
Della sua infanzia si sa poco. Nacque certamente a Osca, in Spagna, nel 226, da genitori agiati e devoti al cristianesimo. Fu inviato a studiare all'Università di Saragozza, dove si distinse per un carattere innocente, placido e determinato, tant'è che fu brillante negli studi.
Queste doti lo fecero notare dal futuro Papa Sisto II, all'epoca uno dei migliori insegnanti del mondo accademico. Tra i due nacque un'amicizia sincera e leale, tale che il maestro chiese all'allievo di seguirlo a Roma quando gli arrivò la notizia della Vescovizzazione.
In quel periodo Roma non era ancora completamente convertita al cristianesimo, perciò Sisto e Lorenzo dedicarono la loro vita all'apostolato e alla carità verso i poveri. Quando Sisto II diventò Papa, Lorenzo venne fatto diacono, suo stretto collaboratore.
La nomina non cambiò il comportamento del giovane Santo: Lorenzo continuava a camminare per la città dando sollievo ai malati e cibo agli affamati, diventando così una figura amatissima dalle classi sociali meno abietti.
Purtroppo però, nell'Agosto del 258, iniziò la persecuzione di Valeriano. Pur di appropriarsi del tesoro della chiesa, l'imperatore ordinò la morte di tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi.
A Roma, la persecuzione iniziò immediatamente. Papa Sisto II fu sorpreso mentre celebrava l'eucarestia nelle catacombe di Pretestato, e venne subito messo a morte.
Secondo la tradizione, Lorenzo accorse mentre l'amato amico veniva portato via, e, tra le lacrime, gli disse: " Dove vai, o Padre, senza il tuo figlio? Per dove ti incammini, o santo sacerdote, senza il tuo diacono?". Sisto gli rispose: "Io non ti lascio né ti abbandono, o figlio, ma a te spettano altri combattimenti... Dopo tre giorni mi seguirai... Prendi le ricchezze ed i tesori della Chiesa e distribuiscili a chi tu meglio credi".
San Lorenzo quindi accorse per i vicoli di Roma, distribuendo ai più poveri i beni della Chiesa. Così spese quei giorni, e scoccato il terzo si recò da Valeriano, che lo aveva fatto chiamare. Questi gli chiese con insistenza di mostrargli i tesori della Chiesa, e Lorenzo acconsentì. Accompagnato dall'imperatore in persona e dalla sua schiera di armati, il Santo li condusse nei vicoli della città e, indicando i poveri e gli abbietti, disse "eccolo qui, il tesoro della chiesa!".
Valeriano si inferocì, lo affidò al centurione Ippollito e lo fece chiudere in una cella buia e umida.
In questa cella, il Santo incontrò un certo Luciano, un prigioniero cieco. Non si sa per quale ragione Luciano fosse rinchiuso, ma il Santo gli dette conforto e le sue parole furono talmente d'impatto che il compagno di cella si convertì. Lorenzo lo battezzò e, subito dopo, Luciano riebbe la vista.
Ippollito, che era di stanza alle prigioni e aveva visto il miracolo, si inginocchiò davanti a San Lorenzo e chiese il battesimo. Si convertì così al cristianesimo, e per questo fu anche lui martirizzato.
Valeriano era determinato a far soffrire il diacono, prima di concedergli il dono del martirio. Narra Jacopo da Varazze, la cui Leggenda Aurea ha contribuito ad amplificare la venerazione del Santo, che Lorenzo fu legato ad una graticola e posto sulla fiamma, per essere cotto lentamente.
Varazze racconta come l'imperatore Valeriano si infuriò nel vedere la grazia con cui San Lorenzo affrontava la tortura: senza un grido, senza un'espressione di dolore. Morì così, sulla graticola, il 10 Agosto del 258, tre giorni dopo la morte di Papa Sisto II. Aveva 36 anni.
La venerazione di San Lorenzo è legata al fenomeno delle stelle cadenti. Secondo la tradizione cristiana, le stelle cadenti sono le lacrime versate dal Santo nel vedere Sisto arrestato, oppure le braci poste sotto la graticola su cui era legato. Le stelle di San Lorenzo fanno avverare i desideri, quindi chiunque ne vede una è bene che ne abbia qualcuno da esprimere.
La prima strofa della poesia di Giovanni Pascoli "X Agosto", si riferisce proprio a San Lorenzo.
"San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla..."
PREGHIERA. Dacci, te ne preghiamo, Dio onnipotente, la grazia di estinguere le fiamme dei nostri vizi, tu che desti al beato Lorenzo la forza di superare il fuoco dei suoi tormenti.

