Oggi ricorre l'anniversario di morte di Hieronymus Bosch, pittore fiammingo. Nacque nei Paesi Bassi da una famiglia di origini tedesche, e fu figlio d'arte: anche suo padre e suo nonno erano pittori. Imparati così i primi rudimenti dell'arte, il giovane Bosh iniziò a studiare le tecniche dell'epoca, per poi dedicarsi ad uno stile tutto suo, sgargiante e espressivo: si ispirerà fortemente alle miniature che abbellivano i libri dei monaci amanuensi. Visse una vita agiata, che gli permise di dedicarsi alla pittura e alle opere di carità . Infatti, nel 1480 entrò a far parte di una congregazione di laici e ecclesiastici basata sul culto della Vergine. Nel frattempo si dedicò ai suoi dipinti, sempre più particolareggiati e pieni di significati nascosti. I suoi temi preferiti erano indubbiamente quelli religiosi, ma affrontati attraverso uno stile unico e particolare. Le sue opere sono piene di inventiva e un surrealismo ante-litteram, tanto che diverse dottrine, tra cui la psicanalisi, dette una propria lettura. Bosh amava rappresentare le situazioni attraverso i volti dei suoi personaggi, come fece in"Salita al Calvario" (1503-1504): la cattiveria è rappresentata da un agglomerato umano grottesco e patetico. La sua opera più ambiziosa fu il "Trittico delle Delizie", dove il pittore racconta la storia cattolica della nascita dell'uomo. E' un trittico particolarissimo e pieno di dettagli allegorici e pittorici: ancora oggi l'opera è un esempio attuale del linguaggio dell'arte. Morì il 9 Agosto 1516, a 62 anni.
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