Robespierre fu uno dei protagonisti della rivoluzione francese. Nacque ad Arras il 6 Maggio 1758 da una famiglia facente parte della nobiltà da toga (nobili che ricoprivano incarichi governativi), i cui antenati esercitavano la carica notarile da diverse generazioni. In questo ambiente dinamico di nuove idee il giovane Robespierre iniziò subito ad appassionarsi al diritto e alla giustizia, diventando anche lui un avvocato.
Si laureò brillantemente in avvocatura, ottenendo diversi encomi per la sua intelligenza ed eloquenza. Già da allora si appassionò allo studio dei sistemi di governo; ispirato dalla lettura dei classici, riconobbe la repubblica come il migliore.
Diventato avvocato, tornò a Arras per la pratica privata, e iniziò a studiare le opere degli illuministi e a coltivare una sua idea politica e idealista, che poi sarà la base del suo pensiero rivoluzionario. Fu un grande ammiratore di Rousseau, che incontrò nel 1778.
Ad Arras fece molto parlare di sé grazie alle sue idee libertarie e repubblicane. Si schierò contro la pena di morte e fu apprezzato come avvocato e come uomo d'arte, tant'è che fu eletto direttore dell'Académie royale des Belles-Lettres di Arras. Nel ruolo di direttore, promosse l'uguaglianza dei sessi ammettendo alla sua scuola diverse letterate; dovette lasciare la carica nel 1788, quando a Parigi fermentava il malcontento e la rivoluzione.
Robespierre si distinse subito come rivoluzionario, apprezzato dai giacobini in special modo, e venne eletto come rappresentante del terzo stato degli Stati Generali (l'organo di Stato che rappresentava gli stati generali: nobiltà , clero e, appunto, terzo stato). In questo ruolo, si battè a favore delle categorie più povere, come i ciabattini e i contadini, riscuotendo maggiore successo.
Nel 1789 diventò capo dei giacobini, abbracciando la politica più radicale. Si oppose a qualsiasi privilegio concesso ai nobili, al clero e all'alta borghesia. Si batteva con veemenza per l'eguaglianza giuridica e sociale, per la libertà di stampa e l'uguaglianza di genere, tant'è che gli fu dato il soprannome di Incorruttibile.
Iniziò ad avere ruoli sempre più di spicco, organizzando le razioni di cibo e rafforzando l'esercito per paura di un intervento degli altri stati europei. Nel 1792 diventa il capo supremo della Rivoluzione, assumendo il titolo di capo del Comitato di Salute Pubblica.
E' stato uno dei primi a proporre la decapitazione del re Luigi XVI dopo la caduta della monarchia (1792) e convinse i moderati ad appoggiare quello che in futuro fu chiamato il Terrore.
Divenuto paranoico e spaventato dagli anti-rivoluzionari, iniziò una vera e propria caccia alle streghe, che portò all'uccisione di 70mila presunti "nemici della rivoluzione".
Il 4 Febbraio del 1984 Robespierre ottenne l'abolizione della schiavitù nelle colonie francesi e, portando all'estremo le ideologia illuministe, vietò qualsiasi forma di culto religioso, escluso quello da lui istituito: il culto dell'Essere Supremo. Modificò anche il calendario: un giorno di riposo dopo dieci di lavoro.
La sua paranoia e il suo estremismo attirarono le antipatie e lo scetticismo dei più moderati e di chi si rendeva conto che la rivoluzione era vinta, e che era arrivato il momento di ricostruire. Per questa ragione, il 27 Luglio 1794 viene destituito dalla sua carica e accusato di atti violenti.
Il giorno dopo, il 28 Luglio del 1794, le Guardie Nazionali lo prelevarono dall'Hotel de Ville. Dopo una breve collutazione, i prigionieri (Robespierre con pochissimi fedeli) vennero presentati davanti ad un tribunale che in pochissimo li condanna a morte, per ghigliottina. La folla esultò per la morte del tiranno Robespierre.
Robespierre è tutt'ora una delle figure più importanti della politica Occidentale: le sue idee libertarie di eguaglianza e libertà , premature per l'epoca, sono adesso alla base della democrazia. Aveva capito, a differenza di molti suoi contemporanei, che l'Ancient Regime andava non riformato, ma capovolto totalmente, per dare possibilità alla Nuova Francia di esistere. Purtroppo, come capita a molti rivoluzionari, non riuscì a mettere in pratica i suoi stessi insegnamenti. La paranoia e l'angoscia del fallimento lo logorarono, trasformandolo in ciò che aveva sempre odiato.

